E' indubbiamente inaccettabile, eppure bisogna ammettere la realta' e chiamare le cose con il loro nome. Sono una femmina statistica.
La femmina statistica e' quell'essere umano che esiste solo a causa dei giornali di moda, della sezione 'costume e societa', delle cronache rosa e, infine, delle comedie romantiche.
La femmina stastica ripiega sul cioccolato quando e' depressa, si ripromette di fare dieta/sport dopo le feste, non uscirebbe mai con uno perche' 'troppo bravo', si depila quando ha un nuovo fidanzato, si racconta frottole su quanto lo stronzo la ami e sfregerebbe con l'acido chiunque pesi mezzo grammo meno di lei. La femmina statistica arricchisce la Loreal "because you're worth it", è misura della grafica di qualsiasi prodotto e, se italiana, non si offende delle pubblicita' che la ritraggono o tettona mezza svestita o suorina che tutto quello che desidera e' pulire alla perfezione sotto l'orlo del cesso (anzi probabilmente le due cose insieme) del marito con la 24ore. La femmina statistica forgia anche i personagi di tutte le commedie romantiche. TUTTE. Ovviamente perche' i produttori sanno che chi va a vedere quei film sono solo le femmine statistiche.
La commedia romantica tipo ritrae una donna bella che e' o molto sicura di se stessa e fa un casino della sua vita ignorando il proprio lato 'femminile' (qui inteso come dolce, sensibile e fragile), o e' insicura e imbranata e non riesce fare nulla della sua vita sfortunata; la sorte di entrambe queste femmine cambia solo quando compare il principe azzurro, che legge dentro il loro cuore e si fa strada sotto la spessa corazza o dona finalmete dignita' e sicurezza a quelle vite disperate.
La vita di una femmina statistica e' inutile fino a che L'UOMO non compare a salvarla, a prendersi cura di lei.
Ed ecco la confessione personale: questi film MI piacciono. Quando esco dal cinema dopo un gustoso lieto fine vestito di bianco, mi sento meglio. Perche'? Perche' le commedie romantiche a lieto fine danno l'illusione che la storia d'amore che abbiamo sempre sognato da quando ci hanno raccontato la favola di cenentola possa davvero esistere. Che il principe azzurro e' anche per noi dietro l'angolo e stara' a sentire le nostre seghe mentali, asciughera' le nostre lacrime, ci rincorrera' mentre scappiamo sul treno, ci portera' la colazione a letto dopo la prima notte d'amore, comprendera' i nostri silenzi, ci portera' a cena, e a teatro, e al cinema, e fuori nei week-end e, soprattutto, amera' la nostra personalita' e ci metera' in contatto con essa mostrandoci la vera via e vita (ometto verita' per motivi religiosi) trasformandoci in quello che eravamo destinate ad essere dal nostro primo vagito: sposate.
Il film che ho visto stasera (27 dresses) mi ha particolarmente scioccato: la protagonista era me.
Ok, non faccio la damigella d'onore di professione e non sono innamorata del mio capo, ma come lei non sono capace a dire di NO e mi occupo della pellaccia degli altri come se fosse la mia, anzi, meglio. La frase clue e' stata: "tu ti prendi tanto cura degli altri, ma chi si prende cura di te?". Ecco TUTTI i fidanzati hanno usato questa frase con me, TUTTI. K e' stato il primo: "Little Marta (altri tempi...) takes care of everybody, but who's going to take care of little marta?". Little Marta ai tempi era davvero little, ma voleva fare quella grande e rispondeva orgogliosamente "Little marta will!", mentre in realta' sperava che K sarebbe stato quel principe salvifico.
Gli anni sono passati e, oltre a rendere i segni di una notte a ballare reggae su una barca ben visibili sulla mia faccia, mi hanno anche donato un po' piu' di esperienza e di confidence in me stessa. Ora SO che nessuno si prendera' cura di Marta (mai piu' little) se non Marta e che Marta e' quella meglio equipaggiata per prendersi cura di Marta.
Eppure...
Here I am. Uscita dal cinema con un sorriso ebete sulla faccia a pensare che, si, il principe may not be azzurro, ma e' sicuramente dietro l'angolo pronto ad accogliermi nelle sue calde braccia per dirmi che non mi devo preoccupare, che "everything is going to be ok", ora che lui e' con me.
Nonostante la pluriennale esperienza mi abbia insegnato che un fidanzato e', piuttosto, una preoccupazione in piu', mi sono fatta infinocchiare: RIMANGO UNA FEMMINA STATISTICA.
E ora? Come si fa?
...
Chi mi salva dall'essere una femmina statistica? :-p
Ok, just kidding ;-)