confini immaginari

...tanto la riservatezza non è mai stata il mio forte...
lunedì, 28 luglio 2008

Veni, vedi, vici

Dopo una settimana di "vado/non vado" sospirati al vento, ho deciso di essere la donna che ho deciso che devo essere.

Visto che in questo frangente, scusate il francesismo, le palle mi mancano, me ne sono portata 4 extra, nella figura di due amici sgangherati che si sono prestati a farmi da trasporto per possibili fughe rocambolesche, spalla per conversazioni difficili, consiglieri per decisioni lampo e confidenti per le lacrime che rischiavano di appendermisi alle ciglia.

Sono andata al compleanno di amica danese, amico inglese e sconosciuto americano. Sono andata sapendo che ex-fidanzato R. che mi ha rotto il cuore (e le palle a tutti gli altri, visto che a 6 mesi di distanza ne parlo ancora) sarebbe arrivato.

Ci sono andata vestita di rosso, che per me e' il colore della guerra, della sfida, della passione e della felicita', insomma, di tutte le armi di cui avevo bisogno per affrontarlo. E l'ho fatto.

Ho balbettato, mi sono incartata in un paio di parole, ho ripetuto troppe volte quanto sto bene, ma ho superato la prova.  Nessun dolore. Tante emozioni, ma il dolore, non era tra quelle. Come ho spiegato all'amica Divina: 

Yes, R was there. We talked and while my brain was in good shape and realising we are not meant to be together, as we want opposite things, my heart was pounding, my legs felt as if they were made of ricotta and my hands were shaking.
No pain, though, just an overload of emotions.
He proved to be the usual arrogant little person by sending me a text wondering whether he had spoiled my evening by showing up, to which I have replied in a cold and polite way.
He is not for me, but he remains the sexiest and smartest man in town (by my standards, of course ;-) ).
I could not sleep at all and I have been dreaming about him since, but I feel it's like a bad fever, which it's finally wearing off.


Insomma, mi son cacata sotto, ma alla fine, nessuna lacrima, nessun dolore (volevo mettere il link alla canzone, ma youtube non ha nulla di decente in proposito!).

Oltre agli amici sgangherati che non mi hanno persa d'occhio un minuto e si sono fatti un giro dietro dietro le spalle dell'ex per chiedere se era tutto a posto, da segnalarsi e' la cooperazione comaresca con l'amica danese anche lei alle prese con un ex.

Il suo, di ex, si e' tenuto le chiavi del suo appartamento e lei e' ancora troppo innamorella e addolorata per avere la forza di andarsele a riprendere. Quindi, nessun problema, Martacci e le quattro palle, partono agguerriti alla volta del suo bar e tornano vincitori con le chiavi.

"Grazie!!" mi abbraccia lei con le lacrime agli occhi "come vorrei poter affrontare ex-fidanzato R. per te come tu hai fatto con me!"

E invece no, amica danese, certe cose vanno fatte in prima persona, vestiti di rosso, magari balbettanti che non importa quanto si trema, il trofeo della liberta' dalla paura, dell'indipendenza dal dolore vale ogni "sto bene" detto una volta di troppo, ogni piccola gaff che mostra il turbinio delle emozioni.

Che non siamo di ghiaccio, ma donne libere e indipendenti, senza dubbio.
postato da martacci alle ore 18:20 | link | commenti (6)
categorie: confessioni, me medesima, yuhu, melensa come la melassa
mercoledì, 23 luglio 2008

La Benetton in autobus

Come vi ho gia' raccontato qui, una delle bellezze di questa citta' dall'inverno perenne, e' la sua multiculturalita'.
Quando sono arrivata qui in vacanza studio nell'aprile del 2006, c'era il sole e faceva tiepido, per strada non sentivo due lingue che fossero le stesse e da romantica delle diversita' quale sono, mi innamorai perdutamente di questa insalata mista di razze, lingue e identita'.
Nel novembre del 2006 mi ero gia' disamorata. Bruxelles non e' casa, mi lamentavo, non ha un'identita' propria, inveivo, non ci si puo' integrare perche' non c'e' niente in cui integrarsi. Decisi che i brussellesi non esistevano, che era un'invenzione letteraria, anzi, filosofica, che un brussellese starebbe bene nell'epitaffio di kant: "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me e un brussellese affianco a me", ecco. Non esistono i belgi, figuriamoci i brussellesi! Io vallone, tu fiammingo e in mezzo la Commissione Europea. Bruxelles non esiste.
Quasi un anno dopo, sono ancora qui. Ho DUE amici che si definiscono belgi, benche' lo facciano per pura provocazione, la definizione rimane. Uno e' in realta' fiammingo, ma ha deciso che questo paese deve restare unito e quindi dice "Piacere, io sono belga" e l'altro dice di essere belga perche' ci metterebbe troppo a spiegare di dov'e': un quarto libanese, un quarto fiammingo e mezzo irlandese...insomma...Belga, dice lui.
Mi sono abituata a vedere fogge di sciarpe, pantaloni, tuniche, cappelli, barbe di tutti i tipi e di tutte le misure, facce dai colori indefinibili, miscugli di provenienze e millantati purismi e poi le lingue, cosi' tante e cosi' diverse e tutti un po' snob che, dicono, la lingua si porta dietro la cultura e la cultura l'identita', o viceversa.
Insomma, ho trovato la comunita' in cui integrarmi. Non la EU-bubble, come la chiamano qui, cioe' quella masnada di burocrati, squali e frati scalzi che ruota attorno alla EU, ma la non esistenza di bruxelles. Sono la controparte sestri levantina dell'immigrato siciliano di terza generazione. Sto qui, comincio a partecipare alle attvita' di quartiere, a non vergognarmi del mio accento quando parlo francese e, soprattutto, ad accettare che questa situazione non cambiera' . Non saro' mai piu' belga che italiana, come quando ero in Irlanda. Saro' sempre un'Italiana in belgio e saro' brussellese, ovvero, figlia di nessuno, orfana di identita' e sorella di mille.
Ecco.
Tutto questo per dire che la Benetton non ha inventato niente.
Sono convinta  che il sognor Benetton, un bel giorno, e' arrivato a bruxelles, si e' fatto un giro per St Josse, Molenbeek, Matonge e Schaerbeek e ha deciso di prendere gente a caso e di infilarla nelle pubblicita'.
L'epifania l'ho avuta ieri sera sull'autobus.

Ero seduta affianco ad un arabone con la tunica e la barbona. Poco distante, c'era una famiglia di colore. Papa' (bello come il sole, per altro), mamma e bambinetta di un paio d'anni bellissima.
La bimba piange.
Salgono sull'autobus mamma e bambina seienne bianca, vestita di rosa e si sistemano vicino alla famigliola nera. La seienne guarda la duenne. La duenne smette di piangere e s'incanta a guardare la seienne. La duenne allunga la mano a prendere quella della seienne. La seienne accarezza la mano della duenne e l'amore sboccia.
Dopo qualche minuto di sorrisi e mani intrecciate si liberano due sedili e mamma bianca e figlia bianca e rosa vanno a sedersi. La seienne abbandona la duenne a malincuore e dice "mamma, me la compri una sorellina?", la mamma sorride "ne parliamo poi a casa con papa' e vediamo cosa ne pensa". La seienne guarda la duenne con fare pensieroso e poi aggiunge "pero' la voglio come lei!" e indica la duenne.
Io e il barbuto arabone seduto di fianco a me ci guardiamo inteneriti e ce la ridiamo (e ve lo giuro che ha pure prodotto un sospiro e un cigolio di ovaie con occhi luccicosi!), mentre la mamma dice "proveremo a parlare a papa' anche di questo".

Tutte le dieci persone rimaste sull'autobus si sono fatte una risata e io sono scesa.

Bruxelles, a volte, e' proprio bella.
postato da martacci alle ore 19:04 | link | commenti (1)
categorie: storie, bruxelles, melensa come la melassa
lunedì, 14 luglio 2008

Post gayo!

Sono qui per parlare di gayezza e del mio week-end gayssimo.

Prima che al parente incauto venga un coccolone, ci tengo a precisare che sono e rimango straight come un fuso, ma ho acquistato nel corso di questo week-end un nuovo titolo: fag hag.

Ecco. Le fag hag sono le amiche dei gay. Sono le Grace di Will, le Carrie di Stanford, la Julia Roberts di Rupert Everet e potrei andare avanti perchè, pare, per ogni gay c'è una fag hag. Wikipedia insegna che fag hag non nasce proprio come un complimento e anche Giacobbe nei suoi libri sulla psicologia (prevalentemente femminile) dice - e vado a ricordi che non ho il libro con me - che le fag hag sono donne che vogliono godere della compagnia di un uomo senza correre rischi, senza mettersi in discussione, senza la paura del rifiuto, quindi, insomma, delle codarde che vogliono il testosterone annacquato alla camomilla. Sono donne single o in relazioni stabili, dice wikipedia, e godono della companionship senza il rischio dell'attrazione sessuale.
Ecco. Io che nelle mie amicizie maschili mi sono sempre trovata a cantare all'amico di turno "la regola dell'amico" degli 883, un po' condivido. Giusto: me la godo, me la scialo, mi diverto, condivido, confido, scambio le figurine degli omini e non corro rischi. Nemmeno uno. Che bellezza, che libertà, che goduria infinita! Niente fraintendimenti. Un po' come una relazione di solo sesso, di quelle senza coinvolgimenti (e qui parlo per sentito dire), però il contrario. Nessuna attrazione.

Sono stata (e sono sebben lontana) la fag hag del mio orsino preferito GNP bello come il sole e lo sono ora di un gruppetto di gay trendinetti telefilmici e del mio bel RupertFrancoRumeno, in particolare. Belli che sono, anche questi ultimi, belli davvero! Col capello scolpito, il guardaroba troppo fico senza sconfinare nel "fescionismaiprofescion" che non sopporto, atletici, abbronzati anche a Bruxelles, con i loro bei polsi snodati d'ordinanza, gli urletti e i saltini, ma solo quando bazzicano per la strada del peccato (direbbero i preti, sebbene vi sia una tappa del cammino di compostela proprio nel mezzo del quartiere!): rue du Marché-au-Charbon.

Ecco, sabato sono stata invitata e io sono andata. Trucco alla Amy Winehouse, maglietta a strisce colorate e jeans da comesonoggiovane oggi, mi sono immersa nell'ingorgo di uomini della strada del carbone. Esperienza paragonabile solo a girellare per un negozio della lindt ed essere allergici al cioccolato.

Finalemente ho scoperto dove sono gli omini single che piacciono a me. Sono lì. Gay like Christmas, Gay like a tree of screeming monkeys. Li'. A sorseggiare il loro drink all'aperto, in mezzo alla strada, come dal Mille. Percentuale di estrogeno nell'aria: 0.000001%. Io. E basta. E vabbè, mi son detta, godiamoci la vista e non pensiamoci più, che come mi ha detto amicogaycarabiniere, gli etero sono una specie in via d'estinzione. Anche noi siamo in difficoltà, mi spiegano, prima eravamo solo noi a vestirci così, ora sono tutti metrosexual e noi non ci distinguiamo più e anche loro non sono più tanto sicuri. Ecco, già sapevo che la ratio uomini-donne a Bruxelles era 1-7, se aggiungiamo che di questi dieci uomini ogni settanta donne probabilmente 5 sono gay, 3 incerti e 2 sfigati, capiamo bene che tanto vale che me ne vada tutti i sabati alla via del carbone, che almeno mi rifaccio gli occhi!

Io e RupertFrancoRumeno siamo la novità della serata e veniamo coperti di attenzioni, poi scopro due connazionali e ci mettiamo a disquisire sulla pulizia e sui traumi infantili delle pattine (che, grazie mamma, non mi hai mai inflitto!) e di come, altro che spaghetti e mandolino, noi italiani ci distinguiamo per la pulizia! BassettoCessettoIrlandeseTenerellimo è d'accordo e aggiunge che vivere con un italiano è uno stress: che senso ha pulire se poi si sporca di nuovo?!? E poi rifare il letto fa proliferare i germi, che li intrappoli sotto le coperte invece che farli vagare liberi verso l'ignoto. Come si vede la conversazione era aulica e impegnata e io ci sono andata a nozze che sugli irlandesi zozzoni avevo aneddoti da farci i saldi!

Cosa molto molto importante è che ho scoperto che è proprio l'accento che mi fa sbarellare! Nient'altro. Datemi un coso qualsiasi, di qualsiasi fattezza, di qualsiasi orientamento sessuale, di qualsiasi cervello e mettetegli in bocca un accento irlandese: io penderò ipnotizzata dalle sue labbra. Sarà immediatamente il mio preferito, mi interrogherò se per caso non è lui l'uomo della mia vita e sospirerò con le stelline dell'amore stampate negli occhi. Svelato l'arcano.

Dal Mille della via del carbone, ci siamo spostati alla vera meta del nostro gaio pellegrinare: chez maman. Club gay con spettacoli di travestiti con severissima selezione all'ingresso. Si deve suonare per entrare e sembra di entrare a casa di qualcuno. Invece si entra di una stanza di 40 metri quadri con una scala che dal piano di sopra conduce al bancone del bar. Dietro al bancone solerti camerieri/e androgini e bellissimi (qualsiasi cosa abbiano dentro i pantaloni) e maledetti, sopra il bancone travestiti belli e brutti, ma tutti MOLTO bravi e divertenti che si sono esibiti interpretando le icone gay del momento: l'immortale madonna, britney, amy winehouse e tante altre.

La musica era FAN-TA-STI-CA e dopo aver preso le misure con l'ambiente mi sono fatta piazzare sul gradino attaccato al muro e ho dato il meglio di me! Che ibiniz.., izinib.....inibizione non sapevo nemmeno più come si scrivesse. Come mi piace ballare!! Come mi piace ballare fregandome che ad agitarlo così, il mio culone diventa un'arma impropria!! Come mi piace ballare con tutti questi omini bellizzimi senza timore alcuno....come mi piace!!! Come mi è piaciuto bermi una corona, come alle superiori ....insomma, ecco qui la lista dei più:

- Il momento più carinissimo: quando sono andata in bagno, uno per tutti, e l'omino che usciva mi dice "Ups, scusa, non ho abbassato la tavoletta" e torna indietro ad abbassarla. Carino lui...
- La cosa più difficile: tirarmi su e giù i pantaloni, che con tutto quel ballare, li avevo appiccicati alle gambe, che neanche li avessi messi in lavatrice e indossati senza asciugarli. Impossibilissimo.
- La canzone più bellissima: I don't feel like dancing. Passata due volte che lì quando dicono bis, il bis glielo servono immediatamente. La caricatura di britney che ubriaca finisce giù dal bancone piace? Bis! La nostra Britney non si fa pregare e rincomincia da capo. e I don't feel like dancing ballata e saltata attaccata al mio RupertFracoRumeno me la sono proprio goduta.
- La coppia più bella: SweedishKen e BelBrasiliano. Che belli che sono. Che figli bellissimi che ne uscirebb.........ops, peccato! Con gli occhi azzurro mare di Ken e la pelle scura del BelBrasiliano...che bellini!
- La meraviglia più grande: la mia nell'osservare gli omettini incantati dalle donnone sul bancone. Incantati, rapiti, attoniti. Belli come il sole. C'era uno che l'ho visto sul bus: maglietta nerd, bellezza trascurata ma pur sempre bello, fare scostante, sguardo misterioso. Ne ero già invaghita, che era la fotocopia dell'ultimo fidanzato. Ed eccolo lì, col naso in aria a farsi mesmerizzare dalle zeppe, le parrucche e le ciglia finte. Che meraviglia!
- L'atmosfera più bella: quella che mi circondava. Tutta. Tutti a divertirsi, a ballare ad abbracciarsi a baciarsi. E poi io. Che RupertFrancoRumeno mi ha spiegato che a loro le donne non piacciono, ma ne sono affascinati. E quindi ecco, il tipino col baschetto che mi saluta dalla parte opposta della sala e mi fa un bel pollicione di approvazione. Il tizio pelato che mi dice "beutiful!" dandomi il cinque, il BassettoCessettoIrlandeseTenerellimo che balla con me e mi guarda come un completo di Armani....che bello! Che poi il giorno dopo ho raccontato tutto ad amicoeterod. e ha concluso "beh, non c'è molto di cui essere fieri, significa che assomigli ad un uomo!" e invece, caro il mio amicoeterod., non hai capito proprio niente!

Insomma, una serata ME-MO-RA-BI-LE. Hanno riportato me e RupertFrancoRumeno a casa alle 5 del mattino e ci siamo fatti ancora una bella chiacchierata piena di cavolate, insieme alla coinqui che si è invaghita di due italiani ed era tutta frizzantina come lo spumante buono.

Il sole è sorto che dovevo ancora farmi la doccia. Alle 7:30 sono andata a letto che pensavo ancora a chez maman e a tutti i suoi personaggi e me la ridevo soddisfatta.

DA RIFARE ASSOLUTAMENTE.
postato da martacci alle ore 22:38 | link | commenti (5)
categorie: bruxelles, donne-du-du-du, la mia tribu, nuovi ruoli
sabato, 12 luglio 2008

E' lui!

Ho visto appartamenti bellissimi, ma che costavano troppo; ne ho visti altri che costavano meno, ma che erano in zone infami, avevano la moquette persino in bagno, il bagno sul pianerottolo (ma che però usi solo tu eh!), altri ancora avevano un linoleum dal colore indefinito e traballante. Poi ci sono stati quelli con il soffitto e le pareti interamente di legno di noce, quelli con le scale all'aroma di piedi e poi quelli di lusso vero, con la doccia in cucina.

Ho passato ogni mia pausa pranzo a cercarlo, ogni giorno dopo lavoro a camminare per ore per cercare segni di lui, quegli infami cartelli con scritto "à luer/te huur", ho speso euri su euri in inutili telefonate, ho sospirato davanti a tente bellezze inaccessibili, ho chiesto a quelli che uscivano di casa se per caso conoscessero qualcuno che affittava qualcosa. Sono andata ad appuntamenti per appartamenti che avevano già affittato nel frattempo, mi son sentita dire che volere una stanza separata per la doccia (separata dalla cucina, intendo) e un appartamento SOPRA il livello della strada, era cercare "finiture di lusso".

Ho poi parlato con altri che mi dicevano che il budget che ho prestabilito era troppo alto. Che loro spendono la metà, tutto compresto, anche la luce e il gas. Poi mi son sentita dire che il mio budget era da studente e che nn avrei trovato niente.

Poi, in una sera uggiosa e soleggiata allo stesso tempo (miracoli brusselliani), l'ho visto.

Terrazzino

salottosalotto-bagno-cameracamera da lettolavatrice

cucina 

 

 (andate dentro ai miei meda per vedere le foto in formato più grande)

E' 40 euro sopra il mio limite di budget. E' sotto il tetto e ci sono più scale che andare sulla torre degli asinelli. Devo comprarmi i mobili e la lavatrice (a parte la cucina che è compresa). Forse ho poco spazio per mettere la mia roba. Sarà libero solo da novembre.

E poi sono ancora in prova. E se mi licenziano?

Eppure.

Eppure, appena sono entrata mi sono sentita a casa.

A parte il fatto che ha tutte le stanze di misura normale, che è luminoso, che è vicino a dove abito adesso e un  pochino più vicino a dove lavoro. A parte che è ben tenuto, a parte che sembra caldo, a parte che ha il citofono, a parte che rispetto a tutto quello che ho visto finora è proprio un figo.

A parte tutto questo, la verità è solo una.

Mi sono innamorata. E ho deciso.

Ho deciso di prendere il rischio più grosso della mia vita. Quello di pensare positivo.

Quindi, di convincermi che:

a) non mi licenzieranno

b) non ci sarà un incendio e non rimarrò incastrata sul cucuzzolo della torre degli asinelli

c) le scale non mi si sgretoleranno sotto i piedi

d) perderò dei gran chili a forza di fare su e giù dalla torre

e) il mio cuore perderà un battito tutte le vole che entrerò a casa per amore e non per l'affitto

f) non mi sentirò sola e sarò felice di essermi fatta un nido d'amore per me&me

g) ora che ho il forno, cucinerò un sacco di torte e pizze per gli amici sgangherati

H) SARO' FELICE E NON MI PENTIRO' DI QUESTA DECISIONE (AVVENTATA)!

Che ne dite? Vi ho convinti?

Io domani firmo. Belin, ste' decisioni....

 

postato da martacci alle ore 02:17 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 09 luglio 2008

yawwwwwwwwwwwnnnnnnnnn

Con oggi festeggio la prima settimana nel nuovo lavoro.

E

mi

piace

molto.

Ovviamente il fatto che mi piaccia  molto si porta appresso tutta una nuova serie di ansie...ma quanto son lunghi questi sei mesi di prova?!

Dunque. Ogni giorno ho almeno 5 occasioni di fare qualche major cavolata (major=bye bye marta, nice meeting you! seduta stante...tipo che, se ho spiato con esattezza, è successo oggi ad una collega del piano di sotto, che non fatto a tempo a conoscere) e almeno una decina di fare cavolate minori.

Per ora galleggio entusiasta.

Che poi l'inglese è una bella lingua ingannevole e quindi non capisco mai se quando mi dicono brava vuol dire brava oppure vuol dire che "non va bene, ma non te lo voglio dire che nel corso intensivo di 35 ore per esperto di risorse umane mi hanno detto che lo sfaff va motivato e non demoralizzato". Oggi ho scritto il mio primo articolo. L'ho mandato al capo che ha commentato come segue:

Thanks for this Martacci, this article really is very good indeed - you write extremely well.  Having said that, i have made some changes, and would like to make some broad observations, as follows:

Da qui segue serie di SETTE (dico 7!) punti che non vanno bene. Robine da niente, tipo: cappello troppo denso, scrittura troppo fiorita, argomento dell'articolo diluito e conclusione troppo breve. Insomma, concluderei io, una merda! E invece conclude con un:  

good stuff.

Mah...

Ora dovrei riscrivere questo articolo già troppo ben scritto, ma mi sa che ne vado a nanna e ci penso domani che a furia di sbadigliare mi si sta slogando la mandibola.

Per concludere, notiziario flash sulla vita di martacci:

- Domenica ho assistito ai cento metri ifemminili in tacchi da 7 e diametro 1.5 max. Premio 10 000 euro. Volevo parteciparvi, ma quando ho visto che per l'iscrizione chiedevano la foto ho rinunziato. Credevo che la corsa celebrasse le donne in quanto esseri straordinari che riescono a combinare i 1000 aspetti contrastanti della loro vita e allo stesso tempo a essere semplicemente faboulous nei loro trampoli d'ordinanza. E invece no. Gallinaio con uomini a bordo pista. Essendo un gallinaio, ho litigato con un tizio che voleva offrirmi non so quale birra analcolica al gusto di frutta, fatta apposta "per ragazze!".  Inoltre, mi sono fatta fare il trucco a gratis, che mi hanno detto, mi faceva sembrare sbirulino.  Per finire ho danzato la Pizzica in onore della Robbie e di quello che porta in grembo.

- Sto per cambiare appartamento: vado a vivere da sola. Mi sono innamorata di uno, ma non mi vuole e poi costa troppo....ma chebbello che è!! E giovedi', venerdì e sabato vado a vederne altri...speriamo bene!

- Non mi sono innamorata di alcun essere vivente.

- mille altre cose, ma....yaaaaaaaawn..................

'notte !

postato da martacci alle ore 00:30 | link | commenti
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Chi sono

Utente: martacci
Chi sono? Quella che scrive per mettere un ponte sulle lontananze, e che ama troppo le lontananze per avvicinarle. Poi sono anche quella che cerca di realizzare i suoi obbiettivi. La stessa che a 15 anni ha detto che voleva, nell'ordine: vincere un oscar, il premio nobel per la pace, fare tre figli e scrivere un libro dopo la pensione. Ci sto lavorando. ;-)

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