Brevemente, che non ho tempo.
Questo week-end, con l'unico giorno di ferie da qui a Natale, io non avevo che un unico grande progetto: rilassarmi e riposarmi.
Giovedì sera, pongo fine alla mia settimana con un'uscita in grande stile. Il piano comprendeva: aperitivo con colleghi, cena con amiche, musica dal vivo con i soliti amici del continente nero parapunzi-punzi-pù (che dite, abbastanza politicamente scorretto?) e poi nanna presto ('presto' nel mio mondo vuol dire attorno alle 2...ecco...) che domani abbiamo una giornata di ferie e bisogna prepararsi.
Mentre dondolavamo sorridenti al ritmo di
redemption song e
cose così, è arrivato il diavolo.
Il diavolo è bianco, grasso, è sposato con una porno star e viene dal Canada. Il diavolo ha le corna attaccate alla pelata e un anellino d'argento a mo' di piercing attaccato ad una di esse. Il diavolo è stato invitato a Bruxelles per parlare ad un seminario. I partecipanti al seminario sono uomini che pagano 100 euro a persona per farsi raccontare come incontrare, sedurre e innamorare la donna della loro vita o qualsiasi altra donna purchè respiri, anzi no, anche tiepida va bene (chiedo venia, ma dovevo dare l'idea). Il diavolo si siede al nostro tavolo, ci fa vedere le sue foto di famiglia (lui e la sua porno diva che pornano insieme) e ci racconta che le donne si dividono in sluts (troie), prostitutes (prostitute), whores (puttane) e wives (mogli). Ci spiega anche che le prostitute peggiori sono le wives, perchè non solo scambiano prestazioni sessuali, ma si vendono la vita in cambio di sicurezza economica e affettiva. Molto meglio avere una slut (che fa sesso quando le pare e piace perchè le pare e le piace e basta) che una wife. Ovviamente la società ci costringe a queste scelte e ovviamente lui è troppo avanti e a questa società fa una pernacchia (o altro, che vi risparmio).
Nella conversazione inutile che è seguita a queste dichiarazioni (ma davvero ci sono uomini che pagano 100 euro per sentire ste cose!?!?) ho scoperto con stupore che il diavolo conosceva la novella di pirandello "il treno ha fischiato", così come il mito della caverna di Platone. E basta. Il resto erano ovvietà che credo di avere letto negli anni 90 sui "Cioè".
Ho anche incontrato Leo. Leo ha 30 anni e mi ha parlato di sua figlia "My daughter is 3 years old and has been around for about five". Ebbè, Leo, che ti devo dire? Leo non conosceva nè pirandello nè platone, ma d'altra parte, avere qualche migliaio di anni gioca in favore del diavolo. A Leo piaccio, ma gli piace di più dibattere e conversare di temi filosofici e io dopo un po' mi annoio, che le idee sono le stesse del diavolo e non indossa manco le corna!
Ho anche incontrato Junior, che è sempre bello come il sole e che mi ha detto che mi chiama. Aha. Sì, certo, nessun problema, quando vuoi...tanto...chi ci crede? Il fratello di Junior "est devenu comme un petit peu fou", ma, mi rassicura, ora sta meglio.
Dal bar parapunzi punzi pu, andiamo all'Irlandese Michael Collins, dove ex-mercenario dal Sud Africa, Steevie, mi legge la vita e mi dice che sono arrabbiata, che non mi amo e che ho anche un bel culo. Inoltre, dice che devo imparare a guardarmi allo specchio ogni mattina per almeno 15 secondi e volermi bene. Per finire, dice che sono "full of shit", in altre parole, che mi sono creata un personaggio, ma che in realtà mento a me stessa. Steevie causa una rissa e ne risolve un'altra. Io parlo con il cantante italo-canadese (nulla a che vedere con il diavolo nè con i cantanti di prima) e gli consiglio di fare senza parole di vasco che è proprio bella. Lui di ce ok.
Sono le 5 e il pub chiude. Steevie ci invita a mangiare in un posto dove fanno la bistecca più buona, ma non ha soldi e quindi io e l'amica Divina ci avviamo verso casa con i tram che cominciano ad andare e il sole che sta per sorgere.
Sulla via di casa vediamo un ragazzo nero come la notte, alto come tutto il villaggio dei puffi e gargamella e birba e madre natura sulle spalle gli uni degli altri e aguzziamo lo sguardo per capire se lo conosciamo.
Due minuti dopo mi compare dietro le spalle e mi prende la borsa. Io non demordo, mi giro, la tengo, finisco in ginocchio, facciamo il tiro alla fune, ma vince lui. Gli corro dietro urlando con tutta la voce che ho. Niente. Puff. La mia borsa scompare, con dentro:
- Trucchi Chanel
- Libro cominciato e molto bello (La Fine di Mr Y)
- Penna USB con la mia vita dentro
- Spazzolino, dentifricio, crema per le mani
- Ombrellino minuscolo bianco a pois colorati comprato in Irlanda per il concerto di Cohen
- Garanzia e ricevuta del mio nuovo Picci
- Bustina porta documenti con tutti i documenti
- Portafoglio con soldi (pochi) e ricordi (tanti)
- Badge per entrare al lavoro
- Chiavi di casa
- Vita sparsa, che la mia borsa è così: accoglie i pezzetti di vita che ritengo provvisori e che quindi non mi prendo cura di sistemare da nessuna parte. Alcuni di questi pezzetti sono stati provvisori per gli ultimi 10 anni.
Chiamiamo la polizia che arriva in
soli 20 minuti e provo a bloccare le carte con la vocina elettronica che mi dice "inserire il numero di conto, prego" e a cui rispondo "Ohbbrutta cretina di una voce, son qui in mezzo alla strada, ti chiamo perchè mi han rubato anche le mutande e tu mi chiedi il numero di conto!?!?! Macchè pigli per il culo?!?!?!?! Ecchediamine ne so io del mio numero di conto?!?!?!". Per sfregio, mentre mi mette in attesa, mi attacca un "don't worry, be happy" - che non sono saltata con furia omicida sul telefono solo perchè non era il mio.
Nella strada in cui sono stata derubata c'è un hotel. L'hotel ha 4 telecamere. La polizia registra la mia deposizione. Dice che bruxelles è pericolosa e che infatti loro non ci vivono, inoltre, a mia insaputa, scrive sul verbale che NON ci sono telecamere (sabato sono andata a fargli sapere che hanno scritto una balla sapendo di scrivere una balla ,che era la prima cosa che gli abbiamo detto). Nel frattempo, io non posso entrare in casa, ma il ladro sì che ha sia le chiavi sia l'indirizzo. Il mio santo padrone di casa arriva in mio soccorso, mi apre e mi convince che non mi devo preoccupare. Nel dubbio mi arrangio con le stampelle a bloccare la porta e le matite a bloccare la serratura. Il vicino di casa indiano mi accoglie nella sua dimora finchè non riesco a rientrare. La polizia prova a forzare la porta e fa un macello.
ecco, direi che mi fermo qui.
Alle 9 del mattino, ancora sveglia, mi chiedo che fine abbia fatto il mio week-end di riposo.
Ma noi non ci facciamo mancare niente: all in, tutto compreso!