confini immaginari

...tanto la riservatezza non è mai stata il mio forte...
venerdì, 22 agosto 2008

Forse.

Ho le guance che mi pesano quando sorrido.

Forse e' il caso di ridurre il consumo di patate fritte.

Forse.
postato da martacci alle ore 14:12 | link | commenti (3)
categorie: confessioni
martedì, 19 agosto 2008

All in - Tutto compreso

Brevemente, che non ho tempo.

Questo week-end, con l'unico giorno di ferie da qui a Natale, io non avevo che un unico grande progetto: rilassarmi e riposarmi.
Giovedì sera, pongo fine alla mia settimana con un'uscita in grande stile. Il piano comprendeva: aperitivo con colleghi, cena con amiche, musica dal vivo con i soliti amici del continente nero parapunzi-punzi-pù (che dite, abbastanza politicamente scorretto?) e poi nanna presto ('presto' nel mio mondo vuol dire attorno alle 2...ecco...) che domani abbiamo una giornata di ferie e bisogna prepararsi.

Mentre dondolavamo sorridenti al ritmo di redemption song e cose così, è arrivato il diavolo.

Il diavolo è bianco, grasso, è sposato con una porno star e viene dal Canada. Il diavolo ha le corna attaccate alla pelata e un anellino d'argento a mo' di piercing attaccato ad una di esse. Il diavolo è stato invitato a Bruxelles per parlare ad un seminario. I partecipanti al seminario sono uomini che pagano 100 euro a persona per farsi raccontare come incontrare, sedurre e innamorare la donna della loro vita o qualsiasi altra donna purchè respiri, anzi no, anche tiepida va bene (chiedo venia, ma dovevo dare l'idea). Il diavolo si siede al nostro tavolo, ci fa vedere le sue foto di famiglia (lui e la sua porno diva che pornano insieme) e ci racconta che le donne si dividono in sluts (troie), prostitutes (prostitute), whores (puttane) e wives (mogli). Ci spiega anche che le prostitute peggiori sono le wives, perchè non solo scambiano prestazioni sessuali, ma si vendono la vita in cambio di sicurezza economica e affettiva. Molto meglio avere una slut (che fa sesso quando le pare e piace perchè le pare e le piace e basta) che una wife. Ovviamente la società ci costringe a queste scelte e ovviamente lui è troppo avanti e a questa società fa una pernacchia (o altro, che vi risparmio).

Nella conversazione inutile che è seguita a queste dichiarazioni (ma davvero ci sono uomini che pagano 100 euro per sentire ste cose!?!?) ho scoperto con stupore che il diavolo conosceva la novella di pirandello "il treno ha fischiato", così come il mito della caverna di Platone. E basta. Il resto erano ovvietà che credo di avere letto negli anni 90 sui "Cioè".

Ho anche incontrato Leo. Leo ha 30 anni e mi ha parlato di sua figlia "My daughter is 3 years old and has been around for about five". Ebbè, Leo, che ti devo dire? Leo non conosceva nè pirandello nè platone, ma d'altra parte, avere qualche migliaio di anni gioca in favore del diavolo. A Leo piaccio, ma gli piace di più dibattere e conversare di temi filosofici e io dopo un po' mi annoio, che le idee sono le stesse del diavolo e non indossa manco le corna!

Ho anche incontrato Junior, che è sempre bello come il sole e che mi ha detto che mi chiama. Aha. Sì, certo, nessun problema, quando vuoi...tanto...chi ci crede? Il fratello di Junior "est devenu comme un petit peu fou", ma, mi rassicura, ora sta meglio.

Dal bar parapunzi punzi pu, andiamo all'Irlandese Michael Collins, dove ex-mercenario dal Sud Africa, Steevie, mi legge la vita e mi dice che sono arrabbiata, che non mi amo e che ho anche un bel culo. Inoltre, dice che devo imparare a guardarmi allo specchio ogni mattina per almeno 15 secondi e volermi bene. Per finire, dice che sono "full of shit", in altre parole, che mi sono creata un personaggio, ma che in realtà mento a me stessa. Steevie causa una rissa e ne risolve un'altra. Io parlo con il cantante italo-canadese (nulla a che vedere con il diavolo nè con i cantanti di prima) e gli consiglio di fare senza parole di vasco che è proprio bella. Lui di ce ok.

Sono le 5 e il pub chiude. Steevie ci invita a mangiare in un posto dove fanno la bistecca più buona, ma non ha soldi e quindi io e l'amica Divina ci avviamo verso casa con i tram che cominciano ad andare e il sole che sta per sorgere.

Sulla via di casa vediamo un ragazzo nero come la notte, alto come tutto il villaggio dei puffi e gargamella e birba e madre natura sulle spalle gli uni degli altri e aguzziamo lo sguardo per capire se lo conosciamo.

Due minuti dopo mi compare dietro le spalle e mi prende la borsa. Io non demordo, mi giro, la tengo, finisco in ginocchio, facciamo il tiro alla fune, ma vince lui. Gli corro dietro urlando con tutta la voce che ho. Niente. Puff. La mia borsa scompare, con dentro:

- Trucchi Chanel
- Libro cominciato e molto bello (La Fine di Mr Y)
- Penna USB con la mia vita dentro
- Spazzolino, dentifricio, crema per le mani
- Ombrellino minuscolo bianco a pois colorati comprato in Irlanda per il concerto di Cohen
- Garanzia e ricevuta del mio nuovo Picci
- Bustina porta documenti con tutti i documenti
- Portafoglio con soldi (pochi) e ricordi (tanti)
- Badge per entrare al lavoro
- Chiavi di casa
- Vita sparsa, che la mia borsa è così: accoglie i pezzetti di vita che ritengo provvisori e che quindi non mi prendo cura di sistemare da nessuna parte. Alcuni di questi pezzetti sono stati provvisori per gli ultimi 10 anni.

Chiamiamo la polizia che arriva in soli 20 minuti e provo a bloccare le carte con la vocina elettronica che mi dice "inserire il numero di conto, prego" e a cui rispondo "Ohbbrutta cretina di una voce, son qui in mezzo alla strada, ti chiamo perchè mi han rubato anche le mutande e tu mi chiedi il numero di conto!?!?! Macchè pigli per il culo?!?!?!?! Ecchediamine ne so io del mio numero di conto?!?!?!". Per sfregio, mentre mi mette in attesa, mi attacca un "don't worry, be happy"  - che non sono saltata con furia omicida sul telefono solo perchè non era il mio.

Nella strada in cui sono stata derubata c'è un hotel. L'hotel ha 4 telecamere. La polizia registra la mia deposizione. Dice che bruxelles è pericolosa e che infatti loro non ci vivono, inoltre, a mia insaputa, scrive sul verbale che NON ci sono telecamere (sabato sono andata a fargli sapere che hanno scritto una balla sapendo di scrivere una balla ,che era la prima cosa che gli abbiamo detto). Nel frattempo, io non posso entrare in casa, ma il ladro sì che ha sia le chiavi sia l'indirizzo.  Il mio santo padrone di casa arriva in mio soccorso, mi apre e mi convince che non mi devo preoccupare. Nel dubbio mi arrangio con le stampelle a bloccare la porta e le matite a bloccare la serratura. Il vicino di casa indiano mi accoglie nella sua dimora finchè non riesco a rientrare. La polizia prova a forzare la porta e fa un macello.

ecco, direi che mi fermo qui.

Alle 9 del mattino, ancora sveglia, mi chiedo che fine abbia fatto il mio week-end di riposo.

Ma noi non ci facciamo mancare niente: all in, tutto compreso!
postato da martacci alle ore 00:19 | link | commenti (2)
categorie: bruxelles, the weirdest
sabato, 02 agosto 2008

Ansie e collezioni.

Il sole a Bruxelles è un evento raro e bellissimo. Il sole e il caldo assieme sono poi una vera eccezione. Il sole e il caldo per una settimana, infine, sono cosa talmente straordinaria che, come le comete e le eclissi per gli antichi, non possono che essere preludio di catastrofi epocali.

Quindi, dopo una settimana di sole e caldo, tremo.

Detto questo, io, che amo il sole e il caldo più del cioccolato, quando ci sono, mi stresso.

Di solito accade alle sei del mattino, di solito dopo una nottata di bagordi, di solito accompagnato da musica araba a tutto volume offerta gratuitamente dal mio personale muezzin vicino di casa. Il raggio di sole mi perfora la cornea destra (che dormo su un fianco), fa aumentare la temperatura della mia stanzetta di 80 gradi e mi fa salire un ansia paragonabile soltanto a quella che mi piglia al risveglio del giorno di ferie (nome maschile singolare, uno, solo, unico).

C'è il sole. Quindi devo assolutamente: uscire, fare la/le lavatrici, indossare tutto il guardaroba estivo, abbronzarmi, pulire la casa, fare la ceretta (per indossare il guardaroba estivo), mangiare il gelato, l'anguria, le fragole, le pesche, le albicocche e pure la granita, poi devo trovare modo di devertirmi in modo attivo (pallavvolo?calcio? freesbie?) e di rilassarmi, poi devo assolutamente andare al mare e nei parchi, tutti, e anche in centro a bere un caffè all'aperto e poi devo spostarmi a piedi che, se non ora che c'è il sole, quando? ma, ancora più necessario e fondamentale di tutto il resto, deve succedere qualcosa di eccezionale. Devo vivere qualcosa che renda la giornata di sole memorabile, altrimenti sarà SPRECATA.

Ecco. sono le sei del mattino, ho dormito due ore e son già col patema.

Il rituale comprende sette respiri profondi accompagnati dai seguenti pensieri:
Respiro numero 1: dormi che sei stanca
Rn2: e hai le occhiaie
Rn3: e le zampe di gallina
Rn4: rilassati che è una bella giornata e te la puoi godere
nuvola che passa leggera dietro i vetri
Rn5: ....
Rn6: oddio il tempo sta cambiando
Rn7 (seduta sul letto guardando fuori con il terrore dipinto negli occhi): oddioddioddioddio, c'era il sole e io non sono uscita edivertita e mangiato frutta e rilassata e, soprattutto, ho sprecato la giornata non rendendola memorabile....oddioddioddioddio....

Se le nuvole non si sono ancora impossessate del cielo rendendo la giornata di sole una giornata qualsiasi, sto dalle 6:30 alle 10 seduta sul bordo del letto a ciondolare avanti e indietro tipo Rainman cercando di essere razionale e decidere cosa fare e in che ordine. Inutile dire che gli eventi di solito si susseguono in modo del tutto casuale: metà rasoiata metà cerettata, mezzo guardaroba estivo - solo le cose inguardabili che quelle belle poi sudo e si sporcano -,  la vasca pulita - solo la vasca -, stella di natale annaffiata (si', ad agosto ho ancora la stella di natale!).

Poi esco. Poi rientro che mi sono dimenticata la coperta per il parco e poi mi cambio, che sono vestita troppo estiva, ma forse no, ma forse si e poi son troppo bianca (ma oggi mi abbronzo, eh!). Il resto è una martacci con un sorriso folle da joker in faccia, un'iperattività da pallina da flipper, una disorganizzazione da manuale e un mare di sensi di colpa che sostituiscono gradualmente le ansie mano a mano che la giornata procede :   "eh, certo che potevi fare la lavatrice, eh!"; "eh, certo che potevi uscire un po' prima, eh!", certo che potevi stare più al sole,  mangiare verdura oltre che frutta, che potevi truccarti/non truccarti, che potevi andare al mare/parco, che potevi socializzare/leggere un libro etc etc.

Inutile dire che stamattina, dopo che alle nove ero pronta per uscire vestita ai limiti della decenza e in assetto "conquista dell'estate mode on", e ho visto il sole eclissarsi sotto una spessa coltre di nubi, mi sono rilassata.

Le nubi hanno portato le prime foglie gialle, un umidità del 99%, un cielo basso e appiccicoso e la solita puzza di pipì per le strade di brux. Insomma, la normalità.

La normalità comprende le solite follie che accadono a me e solo a me.

Tipo una signora con barba e puzza da chi casa non cel'ha che mi chiede une petit piece, mi dice che assomiglio bambi e mi allunga un pacchettino con due corpi nudi e annodati stampati sopra che contiene un preservativo e un lubrificante.

Comprende anche il giro che la signora si è fatta per il bar per informare tutti gli avventori di sesso maschile che io assomigliavo a bambi e che quel preservativo era fatto apposta per una che somigliava a bambi.

Se lo scopo era quello di trovare la necessaria controparte per consentirmi di utilizzare ilsuo dono, non ha funzionato. Poco male, il suo pacchettino finirà insime al preservativo firmato "Esprit" generosamente cedutomi da Rupert qualche mese fa con la raccomandazione di usarlo il più presto possibile.

Inutile dire che è ancora lì. Inutile dire che questo è fonte di facile umorismo da parte di Rupert e dei suoi amichetti che regolarmente chiedono notizie dell'espirt. Inutile dire che continuerò a custodirlo gelosamente nella sua scatolina firmata e che, data la frequenza delle follie che capitano a me e solo a me e quella degli uomini non gay che incontro, avrà presto molti fratelli di varia provenienza, prima di trovare un utilizzo pratico.

Che tanto....

...avere una collezione di oggetti strambi fa fico.

no?
postato da martacci alle ore 22:36 | link | commenti (3)
categorie: bruxelles, the weirdest

Chi sono

Utente: martacci
Chi sono? Quella che scrive per mettere un ponte sulle lontananze, e che ama troppo le lontananze per avvicinarle. Poi sono anche quella che cerca di realizzare i suoi obbiettivi. La stessa che a 15 anni ha detto che voleva, nell'ordine: vincere un oscar, il premio nobel per la pace, fare tre figli e scrivere un libro dopo la pensione. Ci sto lavorando. ;-)

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