confini immaginari

...tanto la riservatezza non è mai stata il mio forte...
domenica, 30 novembre 2008

Martacci deve andare alle Bahamas.

Da quando esco con il tedesco-rumeno, che per comodita' (e suo grande disappunto), continuero' a chiamare Henning, sono perennemente malata.

Ci mettiamo insieme e tre giorni dopo ho la febbre a 39. Mi passa, e il mio apparato panciale (si, proprio tutto quello che ci sta dentro), va in palla e non fa piu' quello che dovrebbe. Guarisco e mi viene il raffreddore, poi la tosse, poi il mal di gola.Poi il mal di gola, poi la tosse e poi il raffreddore, che noi ci teniamo sempre a chiudere il cerchio.

Eccomemai?

Di solito mi basta stare in climi umidi, ventosi e luoghi meteorologicamente inospitali per non ammalarmi, invece e' un mese e mezzo che ho l'occhio da pesce andato a male e il brio di un lumacone senza guscio in una giornata di pioggia.

...quindi, invece di andare da un dottore, che non solo e' un po' old-fescion, ma io fido solo del DottorPerego, mi sono fatta una bella autodiagnosi, corredata da un teoremino universale che quello di pitagora in confronto e' tutta fuffa.

Teorema della conservazione di martacci nel (o sotto) vuoto.

Se si lascia martacci nel vuoto - definito come spazio occupato da soli atomi, amici e martacci ø=(aª+Aª)-martacci - per un tempo x > 3 settimane, essa sviluppera' difese pari a y=µ*(x) che le consentiranno di conservarsi fino al momento in cui il vuoto venga meno - ø±(aª+Aª)-(martacci+¢) - dove il fattore ¢ e' un fidanzato. Se ¢ ±(non c'e' il simbolino di diverso, maremma "£"^£"&*%£!") findanzato, il vuoto permane, con eccezione per la mater. La mater=¢ . E non cominciate a dire che sono patetica, che queste non sono opinioni, e' scienza!

Osservazione empirica.

Martacci si conserva come la "fiesta©" se circondata da amici e parenti (eccezione mater).
Martacci si danneggia se accompagnata da ¢=mater.

Spiegazione anatomico/biologica teorema della conservazione nel (sotto) vuoto.

  • Tutti gli esseri viventi tentano tramite l'evoluzione della specie di garantirsi la sopravvivenza.
  • Martacci, cerca di garantirsi la sopravvivenza con il dispendio minimo di energie.
  • Tutti gli esseri viventi spendono nel  corso della propria esistenza una certa quantita' costante di energie per conservarsi.
  • Martacci no. Martacci consuma il minimo indispensabile e questo cambia a seconda delle situazioni.
Se e' sola, senza nessuno al mondo che possa farle un te caldo, o trovare il suo cadavere prima che vada in putrefazione e il cattivo odore risvegli l'attenzione dei vicini, martacci spende una considerevola quantita' di energie per alzare le difese. Se invece ha un fidanzato (e/o mater) che accorrono al suo capezzale al primo starnuto, da brava lavativa, manda le difese in vacanza.  Quindi si ammala, ripetutamente, fino a che la mater/fidanzato non le danno l'out out: o stai meglio o vai farti una bella serie di analisi.

Ecco.

Ai tempi in cui al capezzale c'era la mater, il dissuasore che riportava le difese indietro dai villaggi alpitur era l'ago del prelievo.

Ai tempi del fattore ¢, il dissuasore e' il conto da centinaia di euro che arriverebbe a casa per le sue analisi.

Ergo, martacci ha bisogno delle sue difese.

Martacci ha chiesto aiuto a "chi l'ha visto?®", alla polizia, alla farnesina, a piloti e hostess, ad agenti di viaggio, a turisti del sesso e a scafisti clandestini e alla fine il segreto e' stato svelato. Le sue difese sono state avvistate alle Bahamas. Hanno affittato un intero villaggio vacanze e sono li' che se la scialano benedicendo il fattore ¢ rumeno-germanico. Pare inoltre che lo abbiano minacciato di morte se:
a) prova a lasciarmi
b) gli venisse in mente di curare le mie varie malattie con punture (altro dissuasore efficacissimo!)
c) mi proibisse di uscire finche' non sono totalmente guarita.

Il fattore ¢ e' andato in Germania per ben due giorni. Martacci non ha nessuno che le faccia il te caldo e vuole le sue difese indietro.
Le difese le hanno gentilmente fatto sapere che puo' andare a cercare pinguini nel sahara e che loro non si muovono.

Per la celeberrima e conosciutissima legge fisica di "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va...", Martacci sta per aprire un conto in cui tutti potrete contribuire a pagarle un viaggio alle Bahamas.

Per andare a ripigliare le difese, eh.

Mica per svago....


 
postato da martacci alle ore 20:08 | link | commenti (1)
categorie: teorie strampalate
sabato, 08 novembre 2008

'strocca

Sono nel bel mezzo di traslocare, dare il bianco e vedere se questo germanico-rumeno è davvero così speciale quanto sembra. Per ora il fatto che abbia passato ogni notte a dare il bianco in casa mia fa ben pensare ;-)
In ogni caso, attendendo che le acque si calmino un pochino e perchè oggi sono un po' nostalgica e poi anche perchè rovistando nei papiri che affollano la mia casetta ho trovato di tutto, copio qui una "-strocca".
Sì, senza fila, che io nelle rime, terzine e endecasillabi non è che me la cavi molto, quindi non fila per niente, ma insomma, volevo solo dire alla mia sister che la penso. Ecco.

Strocca delle due sorelle*

C'era una volta due sorelle
molto belle molto belle.
Una era regina di molti talenti,
l'altra aveva la forza di venti.
Una si destrggiava tra le luci e tra le ombre
L'altra con troppa luce nascondeva anche la più nera ecatombe.
Una era ombrosa e costante
L'altra dal cielo, affondava nell'abisso più grande.
Ma tutte e due avevano un mondo
non dorato, nè rotondo
un mondo personale da cui tenevano lontano ogni male.
Come lari fedeli
lo difendevano per loro e per gli amici sinceri.

C'era una volta due sorelle
molto belle molto belle.
E lontane e vicine
seguivano l'una l'altra come discrete fatine
E i dolori e le gioie, le vittorie e le sconfitte
erano accessori alle loro vite fitte
e attraverso tutto quanto,
non si rassegnavano a perdere nemmeno un sogno dal loro manto
Che se il destino non si può controllare
non è certo una scusa per rassegnarsi a mollare
che se un mondo deve essere costruito
ci si dovrà pure rompere qualche dito.
E con il talendo dell'una e la forza dell'altra
sentivano di potersi gicare ancora qualche carta.

C'era una volta due sorelle
molto belle molto belle
che anche se il lieto fine non esiste
non per questo la vita deve essere triste
che una sulle labbra dell'altra il sorriso può sempre portare
che ci sono infiniti mondi con cui giocare
che la felicità arriva ogni giorno
anche in poche righe, scritte l'una all'altra, attendendo il ritorno.


*Dalla lettura sono pregati di astenersi diabetici, cinici, cultori della lingua italiana e chiunque pensi che questo blog sia più intelligente di quelli glitterati e pieni di "K".
postato da martacci alle ore 09:54 | link | commenti (2)
categorie: storie

Chi sono

Utente: martacci
Chi sono? Quella che scrive per mettere un ponte sulle lontananze, e che ama troppo le lontananze per avvicinarle. Poi sono anche quella che cerca di realizzare i suoi obbiettivi. La stessa che a 15 anni ha detto che voleva, nell'ordine: vincere un oscar, il premio nobel per la pace, fare tre figli e scrivere un libro dopo la pensione. Ci sto lavorando. ;-)

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