confini immaginari

...tanto la riservatezza non è mai stata il mio forte...
martedì, 01 settembre 2009

Virus, frigo e materasso. Chessaramai!

Nella gioiosa Bruxells l'estate sta velocemente cedendo il passo all'autunno e lo fa come tutti gli altri paesi: le foglie ingialliscono, i bambini tornano a scuola, il traffico si fa piu' intenso, le giornate si accorciano e piove. Come d'estate, ma di piu' e il cielo e' piu' grigio con il vento che fa volteggiare le foglie cadute in turbini dorati verso il cielo.

Tutto cio' potrebbe essere molto romantico, non fosse per un particolare:

L'INFLUENZA

Mica quella suina, che sarei qui molto cool a raccontarvi di come sono sopravissuta, ma quella banale che casca ogni anno. Quella vomitina.

Bene, vi risparmio le amenita' del caso e la dottoressa superfica nei suoi jeans troppo fescion, zaino e ventX anni che e' venuta a trovarmi a casa spillandomi 51 euro (cinquanta+uno) per sciacagnarmi la panza e dirmi "imodium, fermenti lattici e riso in bianco". Vi risparmio anche la cena con le amiche del fidanzato che ho cucinato, servito e mangiato mentre lo stomaco si esibiva in contrazioni pre-parto.

Vi voglio invece raccontare di ieri.

Ieri stavo meglio. Ieri ero anche indecisa se andare a lavorare. Poi ho detto macchimelofaffare che ho la mutua fino a mercoledi' e me ne sono stata a casa.

Alle ore 9 del mattino cerco il limone per il te' nel frigo. Il frigo non era stato aperto per una settimana.

Lo apro con inusuale titubanza e, mentre un urlo sta per uscire dalle mie gia' esangui labbra, un corpo in avanzato stato di decomposizione mi prende per le spalle e mi tira dentro la sua bara, dove altri zombie in simili condizioni mi danzano attorno sempre piu' sbiaditi mentre vengo meno per il caldo afoso proveniente dalla suddetta bara.

In altre parole, il frigo e rotto. E puzza di un tanfo mortale. Davvero mortale.

Numerosi sono stati i cadaveri che ho dovuto rimuovere e i disperati involucri che ho dovuto salvare dalle decomposte membra.

Una delizia.

Dopo due ore butta/gomita e lava, il telefono squilla:

"Buongiorno martacci, oggi e' il suo giorno fortunato, il materasso a una piazza e mezza dal peso di 150 kili, che lei ha ordinato un mese fa e' arrivato e i nostri addetti lo stanno portando a casa sua mentre parliamo!".

Questo significa: disfare il letto, liberarsi del vecchio materasso e portare su il nuovo. Chessarammai. Peccato gli ottanta scalini che si arrimpicano a chiocciola su per la torre. Peccato.

Peccato anche che un solo omino del "Re del Materasso" (ebbene si', questo e' il loco in cui ho fatto l'acquisto) e' disposto ad aiutarmi.

Peccato inoltre che Omino Materasso (OM): "Signorina ha con se l'ordine?"
Martacci: "No, aspetti che lo vado a prendere..." (80 scalini in su, 80 in giu') "Eccolo qui!"
OM: "Ah, bene! E poi....avrebbe mica una penna per firmare la bolla?"
Martacci: "No, ma la posso recuperare" (80 in su, 80 in giu)
OM: "Ottimo! Ecco, ora se vuole le possiamo anche portare via il vecchio materasso, che sa, e' illegale lasciarlo per la strada dove lo ha messo lei.."
Martacci: "Oh, benissimo allora, lo prenda pure!!"
OM: "Sarebbero solo 10 euro in piu'."
Martacci non ha detto pio. Ha fatto un lungo respiro e ha ripreso la salita (80 su e 80 giu), ha pagato, salutato, lasciato pure la mancia - che in belgio le consegne le fanno solo fino al portone, non fino alla porta di casa -  e con molta molta calma e' salita ancora.

Fate voi i conti. Arrivare in cima alla torre degli asinelli in confronto e' una bazzecola!

Stremata ho bevuto un bicchiere d'acqua, che mi ha fatto gomitare che avevo le mani che puzzavano ancora di morto. Mi sarei tanto voluta stendere sul letto, ma il materasso troneggiava ancora incelofanato nel centro della stanza.

Dicendo chessaramai, ho pulito le doghe, swifferato sotto il letto, liberato il mio re-materasso dal suo sudario e me lo sono camallato fin sul letto, dove l'ho sistemato con materna cura. Infine, ho rifatto il letto con biancheria pulita e messo la vecchia in lavatrice.

Alle ore 16:30 ho lasciato perdere il te' ormai congelato, mi sono buttata tra le braccia del mio re-materasso e li' sono rimasta immobile fino al calare delle tenebre.

Oggi, per non sbagliare, sono andata a lavorare.








postato da martacci alle ore 19:18 | link | commenti
categorie: bruxelles
domenica, 14 settembre 2008

La pelle degli altri

Spesso non ci rendiamo conto di quanto le nostre malelingue possano influenzare gli altri.

Rosso Malpelo era cattivo perchè tutti, con quei capelli rossi, si aspettavano che lo fosse e Ecca era una troia alcolista perchè tutti pensavano che lo fosse.

Rosso Malpelo esiste in letteratura, Ecca esiste nel libro delle memorie Brussellesi che mi porterò dietro. Che per quanto l'adolescenza sia lunga, non si può provare tutto e avere anche la decenza di sopravvivere, quindi certe esperienze bisogna accontentarsi di viverle sulla pelle degli altri.

Ecca conosceva tutti qui a Brux. Quando qualche nuovo stagiaire arrivava, i vecchi saggi gli consigliavano di andare a trovare Ecca, che lo avrebbe messo sulla giusta strada, fornito le giuste connessioni, le giuste amicizie e tutto il resto, al fine di integrarlo nella "EU bubble".

Ecca conosceva tutti e amava la gente, tutta, a parte i loro difetti: "Questo è fatto così e cosà, non che sia cattivo eh, ma bisogna conoscerlo", "di quest'altra invece non fidarti, le sono amica ma è una vacca egoista, è brava eh, ma non fidarti", "piccola e indifesa martacci, stai lontano da quello lì, che io e lui stiamo tutto il giorno assieme e gli voglio molto bene, ma è uno che le ragazze le vuole solo come accessorio da letto".

E io imparavo. Di questo mi fido, di quello no, questo è buono come amico, questo come fidanzato, questo come lavoro etc.

Io e Ecca eravamo spesso assieme e mi palava di suo papà, di quanto fosse fantastico, rispettato, ricco e famoso. Una vera celebrità locale. Mi diceva che ogni estate andavano in vacanza assieme su una barca a vela gigante con un certo numero di cabine e servitori di vario tipo. E voleva che andassi anche io.

Poi mi raccontava della sua vita, amori, avventure, studi e aborti. Due, questi ultimi. E di come nessuno della sua famiglia ne sapesse niente perchè suo padre era troppo orgoglioso di lei e non voleva dargli un dolore.

Con il tempo e i bicchieri della staffa al bar armeno, le confidenze cominciarono a diventare più terribili e discordanti. e io smisi di darci peso. Ogni nuova confidenza la prendevo con un "pinch of salt".

Ecca amava la gente, in generale, e gli uomini, in particolare. Specialmente quelli un pochino più vecchi e di successo, oppure quelli giovani, ambiziosi e arroganti. Arroganti, soprattutto.

I suoi fidanzati erano più che altro amanti. Lei, diceva, non era ancora pronta al matrimonio o alla storia seria, o forse erano gli uomini che non erano pronti a lei

In ogni caso, lei viveva le sue storie con un certo orgoglio e distacco. Con un certo "amore universale" che la rendeva amante per molti e amica di pochi. Molto pochi. Tre, per la precisione. Una dei tre, ero io.

Ecca era imbranata. Soprattutto quando aveva le mestruazioni. Una volta cadeva e si rompeva una costola, quella dopo si apriva un dito in due, quella dopo ancora si faceva male a un piede e molto altro.

Credevo che la vita di Ecca, sempre in the spotlight of the EU Bubble e allo stesso tempo con pochissime persone che si curavano veramente di lei, fosse frutto di una scelta. E io con le scelte degli altri non interferisco. Non son o brava a dire alla gente quello che deve o non deve fare, e se lei aveva deciso di vivere così, così sarebbe stato.

 

Ecca era anche una gran bevitrice e tante volte l'ho portata a casa non troppo sicura che non si frantumasse da qualche parte in casa propria.

Dopo qualche mese di mutue frequentazioni ho scoperto una cosa potentissima, qui a BXL: il rumor e il gossip. Mentre il gossip e trattato da tutti come tale (cose vere e non messe insieme al solo scopo di far apparire bene o male una certa persona), i rumors sono pericolosissimi.

I rumors sono un venticello, proprio come la calunnia di rossini: non si sa chi li mette in giro e ti si appiccicano addosso come l'afa di agosto (a Bologna, eh, mica qui!).

I rumors cominciano con "si dice che...." e dopo qualche mese di frequentazioni di Ecca, ho cominciato a sentire dire cose del tipo: "se vuoi una scopata facile, offri a Ecca un paio di birre e non ti preoccupare...". Si diceva anche non lavorasse molto e che avesse ottenuto l'impiego andando a letto il suo capo. Si diceva che bevesse troppo, che raccontasse balle e che di lei non ci si potesse fidare.

Io non aprivo bocca per combattere questi rumors, perchè pensavo che anche se veri, quei rumor dipingevano una persona che per un qualche motivo io rispettavo. E amavo. E sinceramente non sapevo che dire. Era vero che gli uomini nel suo letto erano numerosi, vero che beveva, vero che la sua incondizionata ammirazione per il suo capo faceva sorgere domande, vero che le storie che raccontava variavano a seconda del numero di bicchieri di vino, ma a mei lei piaceva.

Dopo l'estate, io mi trovai un fidanzato, che mi esplose il cervello e il cuore più di un kalashnikov. Persi cognizione dello spazio, del tempo e, colpevolmente, degli amici.

Quando la rividi era incinta. E ubriaca. E non sapeva chi fosse il padre. E non poteva nemmeno mentire, che non aveva idea di che colore potesse uscire. Urgeva un aborto, ma la scoperta era avvenuta un pochino tardi. E non si sapeva che fare.

Quando me lo disse, non sapevo come reagire.

"Come probabilmente hai notato, sono incinta."

"Congratulazioni?"

"Non proprio"

"Ok, Che si fa?"

"Non so, è un po' tardi."

"Il padre lo sa?"

"Non so chi sia il padre"

"Ok"

"um."

 

Improvvisamente per la EU Bubble era un giocattolo rotto. Ecca la facile (per gli altri), la donna forte che sapeva quello che voleva nonostante le voci degli altri (per me), era crollata.

E io cominciavo a chiedermi quanto lei avesse fatto il rumor, e quanto il rumor avesse fatto lei.

In quattro mesi non la vidi mai sobria. In quattro mesi non riuscii mai ad avere una spiegazione univoca di quello che stesse succedendo. La gravidanza divenne extrauterina e quindi sarebbe stata interrotta. E lei sarebbe andata da sola. Che la sua immagine di donna seria e morigerata nella sua casa alto borghese inglese  non doveva essere intaccata, mentre sperava che a BXL nessuno avesse notato niente.

Quando tornò dalla sua gita abortiva inglese, stava peggio di prima. Aveva dovuto dare alla luce il feto. Ed era stato terribile, mi urlava in mezzo al parco ubriaca: "Martacci, dimmi che ho fatto la cosa giusta!" Io non capivo più niente e non sapevo come aiutarla.

I rumors sulla sua relazione con il capo si facevano più insistenti e la moglie del capo si installò in ufficio. Lei, nelle sue continue ubriacature, mi giurava che non era vero, che sarebbe potuto accadere, ma che non aveva lasciato che fosse.

Lei stava perdendo il senso della realtà e di quali fossero state sue scelte e quali invece reazioni alle aspettative nei suoi confronti.

I rumors erano fuori controllo e lei una stella caduta.

Un giorno mi disse che non ne poteva più delle voci sul suo conto. Che non sapeva più se corrispondessero o no alla realtà. Chi fosse lei, cosa facesse, se fosse o no ancora incinta, chi fosse amico e chi no, che tenesse a lei e chi no, se fosse attraente o no. Niente, non si capiva più niente e non ci capiva più niente.

"Me ne vado" disse un giorno "vado a stare su un'isola."

E non la vidi più.

Oggi ho visto l'imbocco del cammino che lei ha preso. E non l'ho preso.

Lezioni:

1- BXL può essere crudele

2- Le bruciature sulla pelle degli altri, a volte, risparmiano la tua.

3- I rumors vanno amministrati con moltissima cura

Ora che vi ho depressi tutti, vado a nanna.

 

 

 

 

 

postato da martacci alle ore 23:55 | link | commenti (1)
categorie: confessioni, bruxelles, melensa come la melassa
martedì, 09 settembre 2008

Tanto per...

....non smentirmi, ho avuto un altro week-end dei miei.

La cosa più normale è stato il film israeliano Lemon Tree, che mi è piaciuto molto.

In una veloce carrellata, ecco qualche avvenimento:

- Signora ossigenata (che non ho proprio capito se fossero capelli veri o una parrucca...mah...) con bauletto di metallo piazzato su carrello 4X4 mi informa che il governo belga ci spia, che si può solo fidare della gendarmerie e che gli spioni si vendono i filmati su internet. Inoltre, il borgomastro di Etterbeek, che è ricco sfondato in quanto avvocato e borgomastro, è coinvolto in una congiura criminale a livello mondiale partita dagli Stati Uniti che mira a friggere il cervello dei civili tramite onde elettromagnetiche. Queste onde costringono le vittime a fare cose. "Madamoiselle, se voi avete internet scrivete di queste cose e partecipate alla protesta, il 14 Settembre alle 14:45!"  Il posto me lo sono dimenticato, in ogni caso, io scrivo. Che non vorrei mai essere spiata e, a causa della mia inottemperanza, elettromagnificata.

- vicina di casa (VdC) "Vous etes marocaine! "
Martacci  "no, je suis italienne"
VdC : "turque?" , MC:  "no, italienne"
VdC "algerienne?" , MC: "Italienne"
VdC "greque?", MC:  "ITALIENNE, e vous?"
VdC "Torre del Greco".
Et voila!

- Martacci e amicosupposedly gay vanno in pub inglese: "Hey, we are MODand you?"
 amicosupposedlygay: "Disease free. For now".

- Amicosupposedlygay diventa Amicosupposedlystraight, by kissing Martacci.

- Amicosupposedlystraight scrive a Martacci che vorrebbe chiarificare l'accaduto dicendo che lei è una "lovely girl" che vorrebbe conoscere meglio. Amicosupposedlystraight torna ad essere amicosupposedlygay.

- Lui è accasciato su un marciapiede. Lui potrebbe avere 20 anni. E' morto. Ora del decesso 5:33 AM. Martacci e ex-coinqui annotano l'ora del decesso sui loro taccuini. La diagnosi della morte è stata effettuata tramite i seguenti controlli scentifici: nessuna reazione a stimoli sonori ("EHY" "sveglia!" "Monsieur!!"); nessuna reazione a stimoli tattili (dito nell'orecchio, solletico sotto il mento); nessuna reazione a stimoli dolorosi (schiaffo, calcio). Il polso è troppo debole o assente. Il respiro inesistente. Mentre diciamo un eterno riposo, ex-coinqui gli tappa il naso: lui si dimena, apre un mezzo occhio, grugnisce e lo richiude. Martacci e ex-coinqui vanno a casa non troppo convinte.

- Martacci va al cinema con un maggiordomo inglese di nazionalità belga.

- Martacci accetta di andare a Parigi con l'ex e questa volta non ha nemmeno la scusa di Cohen.

- Martacci chatta con l'ultimo ex che le ha spezzato il cuore che le dice che la vorrebbe tanto come amica. Martacci dice che ha sentito che il grano cresce meglio in mezzo alle ortiche e che gli consiglia vivamente di andarlo a raccogliere.     Nudo.

Martacci ora va a nanna.
postato da martacci alle ore 02:04 | link | commenti (5)
categorie: bruxelles, the weirdest
martedì, 02 settembre 2008

Q&A: Domande e risposte

- Cosa fa un British hoodie a Bruxelles?

"I taste the rain, man! you have got to try it! It's bloody fucking different!"

(oggi, alla fermata dell'autobus franti, io e l'hoodie, contro un muro di pioggia)

- Cosa dice il giovane e aitante belga per conquistare la dolce e soffice creatura italica?

"ahhh, you are from Genoa! The most beautiful part of Italy!!"
"Really?! Have you ever been there?"
"no".

(sabato notte, all'ethnic, ballando)

- Cosa fa Martacci quando scopre che il semplice segreto della magrezza delle belle colleghe e di non mangiare dolci?

Mangia dolci.

In ufficio.

(ogni pausa pranzo passata al computer e ogni mattina in ascensore, ma solo se in compagnia)

- Cosa dice Martacci al super cliente John che la chiama la domenica pomeriggio da numero sconosciuto?


"Oh, Hi John! How're ya? ...........ugh!! Fuck!!!"

(Rispondendo al telefono e rovesciando una tazza di caffè sulla borsa del computer, inciampando nella gamba del tavolino del bar più frequentato di Bruxelles. Per 15 dei 20 minuti della nostra conversazione ho ignorato chi avevo all'altro capo del fil...vabbè della rete!)

- Cosa dice il conducente dell'autobus all'automobilista che gli ha tagliato la strada e che gli dice guardare dove va?

"Regarde ta mére!"

(conar!)

- Cosa fanno le femmine a Bruxelles ogni sera?

Cercano maschi. O vanno in palestra per poter cercare maschi. O mangiano per sopperire alla mancanza di maschi. O fantasticano sui maschi, o maledicono i maschi

- Cosa fanno i maschi a Bruxelles ogni sera?


Giocano alla play.

(Se siete maschi single e eterosessuali e non giocate all play, venite a Bruxelles. Si dice ci siano 7 donne per ogni uomo)

- Cosa dice Martacci al tizio con i capelli a punta su cui si inchioda scendendo dall'autobus che le dice di guardare dove va?

"Regarde ta mére!"

(Martacci impara in fretta!)

- Qual'è la differenza tra il tostapane di martacci e il rogo di Savonarola?

Nessuna. Anche il tostapane è morto bruciato.

(La casa di Martacci, di legno e moquette, è salva per miracolo)

Altro?
postato da martacci alle ore 22:47 | link | commenti (3)
categorie: bruxelles, the weirdest
martedì, 19 agosto 2008

All in - Tutto compreso

Brevemente, che non ho tempo.

Questo week-end, con l'unico giorno di ferie da qui a Natale, io non avevo che un unico grande progetto: rilassarmi e riposarmi.
Giovedì sera, pongo fine alla mia settimana con un'uscita in grande stile. Il piano comprendeva: aperitivo con colleghi, cena con amiche, musica dal vivo con i soliti amici del continente nero parapunzi-punzi-pù (che dite, abbastanza politicamente scorretto?) e poi nanna presto ('presto' nel mio mondo vuol dire attorno alle 2...ecco...) che domani abbiamo una giornata di ferie e bisogna prepararsi.

Mentre dondolavamo sorridenti al ritmo di redemption song e cose così, è arrivato il diavolo.

Il diavolo è bianco, grasso, è sposato con una porno star e viene dal Canada. Il diavolo ha le corna attaccate alla pelata e un anellino d'argento a mo' di piercing attaccato ad una di esse. Il diavolo è stato invitato a Bruxelles per parlare ad un seminario. I partecipanti al seminario sono uomini che pagano 100 euro a persona per farsi raccontare come incontrare, sedurre e innamorare la donna della loro vita o qualsiasi altra donna purchè respiri, anzi no, anche tiepida va bene (chiedo venia, ma dovevo dare l'idea). Il diavolo si siede al nostro tavolo, ci fa vedere le sue foto di famiglia (lui e la sua porno diva che pornano insieme) e ci racconta che le donne si dividono in sluts (troie), prostitutes (prostitute), whores (puttane) e wives (mogli). Ci spiega anche che le prostitute peggiori sono le wives, perchè non solo scambiano prestazioni sessuali, ma si vendono la vita in cambio di sicurezza economica e affettiva. Molto meglio avere una slut (che fa sesso quando le pare e piace perchè le pare e le piace e basta) che una wife. Ovviamente la società ci costringe a queste scelte e ovviamente lui è troppo avanti e a questa società fa una pernacchia (o altro, che vi risparmio).

Nella conversazione inutile che è seguita a queste dichiarazioni (ma davvero ci sono uomini che pagano 100 euro per sentire ste cose!?!?) ho scoperto con stupore che il diavolo conosceva la novella di pirandello "il treno ha fischiato", così come il mito della caverna di Platone. E basta. Il resto erano ovvietà che credo di avere letto negli anni 90 sui "Cioè".

Ho anche incontrato Leo. Leo ha 30 anni e mi ha parlato di sua figlia "My daughter is 3 years old and has been around for about five". Ebbè, Leo, che ti devo dire? Leo non conosceva nè pirandello nè platone, ma d'altra parte, avere qualche migliaio di anni gioca in favore del diavolo. A Leo piaccio, ma gli piace di più dibattere e conversare di temi filosofici e io dopo un po' mi annoio, che le idee sono le stesse del diavolo e non indossa manco le corna!

Ho anche incontrato Junior, che è sempre bello come il sole e che mi ha detto che mi chiama. Aha. Sì, certo, nessun problema, quando vuoi...tanto...chi ci crede? Il fratello di Junior "est devenu comme un petit peu fou", ma, mi rassicura, ora sta meglio.

Dal bar parapunzi punzi pu, andiamo all'Irlandese Michael Collins, dove ex-mercenario dal Sud Africa, Steevie, mi legge la vita e mi dice che sono arrabbiata, che non mi amo e che ho anche un bel culo. Inoltre, dice che devo imparare a guardarmi allo specchio ogni mattina per almeno 15 secondi e volermi bene. Per finire, dice che sono "full of shit", in altre parole, che mi sono creata un personaggio, ma che in realtà mento a me stessa. Steevie causa una rissa e ne risolve un'altra. Io parlo con il cantante italo-canadese (nulla a che vedere con il diavolo nè con i cantanti di prima) e gli consiglio di fare senza parole di vasco che è proprio bella. Lui di ce ok.

Sono le 5 e il pub chiude. Steevie ci invita a mangiare in un posto dove fanno la bistecca più buona, ma non ha soldi e quindi io e l'amica Divina ci avviamo verso casa con i tram che cominciano ad andare e il sole che sta per sorgere.

Sulla via di casa vediamo un ragazzo nero come la notte, alto come tutto il villaggio dei puffi e gargamella e birba e madre natura sulle spalle gli uni degli altri e aguzziamo lo sguardo per capire se lo conosciamo.

Due minuti dopo mi compare dietro le spalle e mi prende la borsa. Io non demordo, mi giro, la tengo, finisco in ginocchio, facciamo il tiro alla fune, ma vince lui. Gli corro dietro urlando con tutta la voce che ho. Niente. Puff. La mia borsa scompare, con dentro:

- Trucchi Chanel
- Libro cominciato e molto bello (La Fine di Mr Y)
- Penna USB con la mia vita dentro
- Spazzolino, dentifricio, crema per le mani
- Ombrellino minuscolo bianco a pois colorati comprato in Irlanda per il concerto di Cohen
- Garanzia e ricevuta del mio nuovo Picci
- Bustina porta documenti con tutti i documenti
- Portafoglio con soldi (pochi) e ricordi (tanti)
- Badge per entrare al lavoro
- Chiavi di casa
- Vita sparsa, che la mia borsa è così: accoglie i pezzetti di vita che ritengo provvisori e che quindi non mi prendo cura di sistemare da nessuna parte. Alcuni di questi pezzetti sono stati provvisori per gli ultimi 10 anni.

Chiamiamo la polizia che arriva in soli 20 minuti e provo a bloccare le carte con la vocina elettronica che mi dice "inserire il numero di conto, prego" e a cui rispondo "Ohbbrutta cretina di una voce, son qui in mezzo alla strada, ti chiamo perchè mi han rubato anche le mutande e tu mi chiedi il numero di conto!?!?! Macchè pigli per il culo?!?!?!?! Ecchediamine ne so io del mio numero di conto?!?!?!". Per sfregio, mentre mi mette in attesa, mi attacca un "don't worry, be happy"  - che non sono saltata con furia omicida sul telefono solo perchè non era il mio.

Nella strada in cui sono stata derubata c'è un hotel. L'hotel ha 4 telecamere. La polizia registra la mia deposizione. Dice che bruxelles è pericolosa e che infatti loro non ci vivono, inoltre, a mia insaputa, scrive sul verbale che NON ci sono telecamere (sabato sono andata a fargli sapere che hanno scritto una balla sapendo di scrivere una balla ,che era la prima cosa che gli abbiamo detto). Nel frattempo, io non posso entrare in casa, ma il ladro sì che ha sia le chiavi sia l'indirizzo.  Il mio santo padrone di casa arriva in mio soccorso, mi apre e mi convince che non mi devo preoccupare. Nel dubbio mi arrangio con le stampelle a bloccare la porta e le matite a bloccare la serratura. Il vicino di casa indiano mi accoglie nella sua dimora finchè non riesco a rientrare. La polizia prova a forzare la porta e fa un macello.

ecco, direi che mi fermo qui.

Alle 9 del mattino, ancora sveglia, mi chiedo che fine abbia fatto il mio week-end di riposo.

Ma noi non ci facciamo mancare niente: all in, tutto compreso!
postato da martacci alle ore 00:19 | link | commenti (2)
categorie: bruxelles, the weirdest

Chi sono

Utente: martacci
Chi sono? Quella che scrive per mettere un ponte sulle lontananze, e che ama troppo le lontananze per avvicinarle. Poi sono anche quella che cerca di realizzare i suoi obbiettivi. La stessa che a 15 anni ha detto che voleva, nell'ordine: vincere un oscar, il premio nobel per la pace, fare tre figli e scrivere un libro dopo la pensione. Ci sto lavorando. ;-)

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