confini immaginari

...tanto la riservatezza non è mai stata il mio forte...
martedì, 25 marzo 2008

Se potessi, vorrei essere Zuc

I giornalisti che stimo non sono molti. Benchè io faccia strage giornaliera della lingua italiana, dimenticandomi parole, congiuntivi ed espressioni, mischiandola indegnamente con l'Inglese, quando leggo un articolo, voglio che sia scritto bene. D'altra parte, io giornalista non sono e quindi posso permettermi qualche scivolone, da un giornalista vero, invece, non l'accetto. Zucconi, Mieli e Candito sono tra i miei preferiti (oltre alla Fra, ovviamente!) e leggere i loro articoli, mi rende felice come una tavoletta di cioccolato al latte lindt con le nocciole (chi vuole prendere nota di questa preferenza, non si faccia scrupoli ;-) ).

Non passa quindi giorno che io non mi nasconda dietro lo schermo a leggere i loro articoli, in particolare una forma non proprio pura di giornalismo: le risposte alle lettere al direttore. E Zucconi rimane il Re incontestato di questa arte. Copio qui di seguito una delle lettere di oggi, la cui risposta è una specie di manifesto politico che potrei sottoscrivere a pieno. Ecco qui:

"Caro Direttore
abituato ai blog metto normalmente il nome, potrei mettere Passator sCortese? Forse un po' per codardia o forse perché mi sento come un partigiano (non erano solo comunisti anche se pare il contrario) che agisce protetto dalle tenebre. Non sono certamente della stessa parte politica di gran parte dei suoi visitatori ma finché c'è questa mancanza di obiettività nel giudicare la situazione politica italiana, si fa il gioco di Berlusconi, si crea una contrapposizione assolutamente non costruttiva; veda la "non" notizia della battuta sulla precaria. Io credo e spero che si faccia presto, con il nuovo governo, una nuova legge elettorale. Mi dica sinceramente, evitando la sua corrosiva ironia (se avessi le sue idee politiche le sue risposte sarebbero un must quotidiano), la credibilità all'estero del nostro paese la perdi per le guasconate (per non dire peggio) di Berlusconi o per D'Alema/Hamas o Mastella? Spero che almeno le metta sullo stesso livello. Non perdetevi a criticare/demolire solo Berlusconi, siate più oggettivi. Sempre pronto a gettare la maschera, con rispetto(anche perché una persona che è stata accanto a lei ad una cena mi ha detto che è simpatico)
Enrico

Non è che per caso quella sera pagavo io la cena? Boh. Per questa volta la pubblico senza nome, e le perdono quella frescaccia sul "sentirsi come un partigiano" (e io chi sarei, Kappler?) perché provo a spiegarle un po' quali sarebbero le "mie idee politiche". Non voglio ciarlatani come Borghezio e Calderoli al governo, democristofascioandreottisti come Ciarrapico, schiapettone messe lì solo per gli occhi, mafiosi o gente con serie condanne sulle spalle (gli eccessi di velocità e gli arresti per scambi di manganellate non contano). Considero che avere ancora tre o quattro partiti che si dicono comunisti (contraddizione in termini) è ridicolo e gente come Bassolino o Pecoraro Scanio dovrebbero cambiare mestiere. Penso che l'Innominato che ormai sembra la salma di se stesso riesumato ed esposto nella cripta, che mette in lista chierichetti statalisti come Fini e mazzieri corporativi come il caporione del tassinari romani, sia liberale come io sono Mike Tyson e Tremonti sia una catastrofe ambulante. Aborro la cialtroneria tribunizia dei qualunquisti che denuciano le banche in piazza poi offrono i loro Dvd pagabili via carta di credito, cioè via banche. Detesto la tronfia e gonfia autoreferenzialità dei protettori di embrioni asiatici che fanno gli strilloni di loro stessi a colpi di rutilante linguaggio marinettiano-fascista (ma si fottono non dei milioni di bambini asiatici nati che muoiono di dissenteria per l'acqua infetta). Penso che D'Alema abbia già fatto abbastanza danni con la sua improduttiva supponenza e che se Hamas vince le elezioni a Gaza una ragione ci sarà pure e l'aggettivo "terrorista", ben meritato, è diventato il solito passepartout per rinunciare a pensare. No, mio caro partigiano Johnny, io al giochino del presepe italiano, tanto caro ai lugubri blog monofonici che imperversano scritti in coerpo 69 (ci capiamo, vero?), dove ci si deve sedere negli spazi assegnati come i tifosi nelle curve, non ci sto. Per questo, 30 anni or sono scappai dall'Italia, perché è quasi impossibile fare il mio mestiere senza schierarsi, o senza essere schierato d'ufficio tra i buoi, gli asinelli, i Magi, i pastori o le pecorine. E se mi accorgssi che questo spazio diventa un aggregatore di coristi castrati che cantano su una nota sola, nascosti dietro nicknames infantili, lo chiuderei domani. Minghia, mi è scappato un Manifesto. Eccolo lì il gommunista che rispunta.

Gli perdono sin il 'diventa'!
 
Suggerisco anche questo link, che Gramellini mi fa sempre spisciare, ma oggi di più!

Ci si vede nel week-end!

m.
postato da martacci alle ore 18:12 | link | commenti
categorie: giornalismo, attualità

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Utente: martacci
Chi sono? Quella che scrive per mettere un ponte sulle lontananze, e che ama troppo le lontananze per avvicinarle. Poi sono anche quella che cerca di realizzare i suoi obbiettivi. La stessa che a 15 anni ha detto che voleva, nell'ordine: vincere un oscar, il premio nobel per la pace, fare tre figli e scrivere un libro dopo la pensione. Ci sto lavorando. ;-)

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