Da quando esco con il tedesco-rumeno, che per comodita' (e suo grande disappunto), continuero' a chiamare Henning, sono perennemente malata.
Ci mettiamo insieme e tre giorni dopo ho la febbre a 39. Mi passa, e il mio apparato panciale (si, proprio tutto quello che ci sta dentro), va in palla e non fa piu' quello che dovrebbe. Guarisco e mi viene il raffreddore, poi la tosse, poi il mal di gola.Poi il mal di gola, poi la tosse e poi il raffreddore, che noi ci teniamo sempre a chiudere il cerchio.
Eccomemai?
Di solito mi basta stare in climi umidi, ventosi e luoghi meteorologicamente inospitali per non ammalarmi, invece e' un mese e mezzo che ho l'occhio da pesce andato a male e il brio di un lumacone senza guscio in una giornata di pioggia.
...quindi, invece di andare da un dottore, che non solo e' un po' old-fescion, ma io fido solo del DottorPerego, mi sono fatta una bella autodiagnosi, corredata da un teoremino universale che quello di pitagora in confronto e' tutta fuffa.
Teorema della conservazione di martacci nel (o sotto) vuoto.
Se si lascia martacci nel vuoto - definito come spazio occupato da soli atomi, amici e martacci
ø=(aª+Aª)-martacci - per un tempo
x > 3 settimane, essa sviluppera' difese pari a
y=µ*(x) che le consentiranno di conservarsi fino al momento in cui il vuoto venga meno -
ø±(aª+Aª)-(martacci+¢) - dove il fattore
¢ e' un fidanzato. Se
¢ ±(non c'e' il simbolino di diverso, maremma "£"^£"&*%£!")
findanzato, il vuoto permane, con eccezione per la mater.
La mater=¢ . E non cominciate a dire che sono patetica, che queste non sono opinioni, e' scienza!
Osservazione empirica.
Martacci si conserva come la "fiesta©" se circondata da amici e parenti (eccezione mater).
Martacci si danneggia se accompagnata da
¢=mater.
Spiegazione anatomico/biologica teorema della conservazione nel (sotto) vuoto.
- Tutti gli esseri viventi tentano tramite l'evoluzione della specie di garantirsi la sopravvivenza.
- Martacci, cerca di garantirsi la sopravvivenza con il dispendio minimo di energie.
- Tutti gli esseri viventi spendono nel corso della propria esistenza una certa quantita' costante di energie per conservarsi.
- Martacci no. Martacci consuma il minimo indispensabile e questo cambia a seconda delle situazioni.
Se e' sola, senza nessuno al mondo che possa farle un te caldo, o trovare il suo cadavere prima che vada in putrefazione e il cattivo odore risvegli l'attenzione dei vicini, martacci spende una considerevola quantita' di energie per alzare le difese. Se invece ha un fidanzato (e/o mater) che accorrono al suo capezzale al primo starnuto, da brava lavativa, manda le difese in vacanza. Quindi si ammala, ripetutamente, fino a che la mater/fidanzato non le danno l'out out: o stai meglio o vai farti una bella serie di analisi.
Ecco.
Ai tempi in cui al capezzale c'era la mater, il dissuasore che riportava le difese indietro dai villaggi alpitur era l'ago del prelievo.
Ai tempi del fattore ¢, il dissuasore e' il conto da centinaia di euro che arriverebbe a casa per le sue analisi.
Ergo, martacci ha bisogno delle sue difese.
Martacci ha chiesto aiuto a "chi l'ha visto?®", alla polizia, alla farnesina, a piloti e hostess, ad agenti di viaggio, a turisti del sesso e a scafisti clandestini e alla fine il segreto e' stato svelato. Le sue difese sono state avvistate alle Bahamas. Hanno affittato un intero villaggio vacanze e sono li' che se la scialano benedicendo il fattore ¢ rumeno-germanico. Pare inoltre che lo abbiano minacciato di morte se:
a) prova a lasciarmi
b) gli venisse in mente di curare le mie varie malattie con punture (altro dissuasore efficacissimo!)
c) mi proibisse di uscire finche' non sono totalmente guarita.
Il fattore ¢ e' andato in Germania per ben due giorni. Martacci non ha nessuno che le faccia il te caldo e vuole le sue difese indietro.
Le difese le hanno gentilmente fatto sapere che puo' andare a cercare pinguini nel sahara e che loro non si muovono.
Per la celeberrima e conosciutissima legge fisica di
"Se Maometto non va alla montagna, la montagna va...", Martacci sta per aprire un conto in cui tutti potrete contribuire a pagarle un viaggio alle Bahamas.
Per andare a ripigliare le difese, eh.
Mica per svago....
vanno molto di moda.
Ad ogni conferenza, ad ogni pranzo di lavoro, per ogni settore di ricerca c'è sempre uno che si occupa di questo, cioè di guardarsi indietro e capire cosa si è imparato e di vedere quello che fanno gli altri per copiare il meglio.
Bene, con due relazioni da 5 anni alle spalle più le varie ed eventuali (più o meno importanti) nel tempo libero, ho orgogliosamente scoperto di essere annoverata tra le più grandi esperte mondiali di lessons learnt and best practices (LL&BP)in campo di fidanzati. Grazie alla mia decennale esperienza, posso dire sena timori (provato dal fatto che io sia e sia destinata ad essere irrimediabilmente single), che la pratica del LL&BP è estremamente sopravvalutata in termini di problem-solving and relations-management.
In sostanza, da buttare nel cesso.
Lessons learnt = BAGGAGE
Quando ci lasciamo cerchiamo di dare un senso al perchè non abbia funzionato. Dopo lunghe chiacchierate con noi stesse (e con le amiche) arriviamo sempre a due conclusioni alternative e complementari:
A) E' uno stronzo ('vero vero, stronzissimo, bastardo, come tutti gli uomini!')
B) E' tutta colpa mia che x e poi y e poi anche z ('manno cosa dici, è lui che è uno stronzo, immaturo etc!)
In entrambi i casi, nel segreto dei nostri cuscini strizzati,straziati, lanciati, affogati nelle lacrime, mettiamo in moto i neuroni al fine di arrivare a conclusioni più costruttive e eliminare l'impressione che sia stato solo tempo sprecato. E quando si deve dare un senso a cinque anni, l'energia cerebrale richiesta è tanta, le allucinazioni molte, le conclusioni insane. Quindi si cerca imparare dall'accaduto, affinchè non accada più.
Personalmente ho concluso che:
Relazione numero 1
- criticare in modo costruttivo abitudini deprecabili del partner viene percepito sempre e comunque come una rottura di palle. La percezione diventa spesso realtà, che a rompere le palle, io , ci prendo gusto.
- un uomo che mente per paura di retaliations, non è un uomo che 'piccino, cuccicuccì-cu, mi fa fin tenerezza". Non è un uomo. E' un essere di sesso maschile bugiardo. Che se mente sul bicchiere di vino, mente anche sulla location della sua lingua in una determinata sera d'inverno.
- andare in Irlanda per un anno può andare bene.
- Non farsi sentire, no.
- Parlare in modo entusiastico di altri ragazzi è sconsigliato
- Fare capire che voglia di tornare indietro è 0, non è il caso
- "Umpf" non è la risposta esatta a "ti amo".
--> risultato di tali comportamenti: cornuta e mazziata. Preso nota di quanto sopra, si applicano alla relazione successiva, con le seguenti conseguenze:
- Telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte e insicurezza cronica nei momenti di lontanza (la cosa bella, per chi non lo sapesse, è che mi ero scelta un irlandese d'irlanda mentre io ero ancora italiana d'italia)
- "Ti amo" a valanga e orge di paranoie per ogni risposta diversa da "anche io, tantissimo"
- Ragazzi io? Non ne conosco. Le mie amiche sono tutte donne. Gli uomini sono gay. Il resto fidanzati. La mancia, sfigati.
- "No amore, sei perfetto e ti amo per quello che sei con tutti i tuoi difettucci e se ti imploro di pulire la barba dal lavandino non è una critica a te, ma al lavandino barboso"...alla fine, nonostante la lesson learnt, le palle le ho rotte lo stesso.
- "Se menti ti mollo, anzi, ti ammazzo". (a parte "l'uno a uno palla al centro" da cui non c'era niente da imparare).
Finita: mollata e poi mollata e poi mollata e poi mazziata, ecco le utilissime LL della RELAZIONE 2:
- "I love you, but I am not in love with you" è una frase che dovrebbe essere bandita e punita dal codice penale con l'ergastolo. Di conseguenza, se uno te lo dice, ferma il primo taxi e scappa. lontano. per sempre.
- Se uno ti molla una volta, ti mollerà all'infinito.
- Se uno non ti ama, non ti amerà. E' già innamorato follemente. Di se stesso.
- L'impegno, la costanza, la fatica, la perseveranza, l'intelligenza, la sensibilità, la saggezza sono grandi qualità, ma non sono sufficienti in una coppia se concentrate in una persona sola.
- Tirare il carretto per due non una carriera, è schiavitù. Se te la scegli, te la meriti. E non c'è niente di eroico nello spingere qualcosa con destinazione nowhere. Sisifo insegna.
- La mamma ha sempre ragione. Ma non ascoltarla fa crescere. Corollario: la mamma c'è sempre e cerca sempre di non dirti "te l'avevo detto".
Tutte queste bellissime LL mi hanno portato a:
- piangere dopo due settimane di intensi amorosi scambi perchè sapevo che sarebbe finita. Dopo quattro mesi di amorosi scambi è finita davvero. Con orgoglio ho potuto affermare averlo saputo da almeno 3 mesi e mezzo.
- Dal "ti amo - umpf" e il "ti amo mille volte al giorno" sono passata alle seguenti conversazioni:
lui: "mi piaci", io "ma non mi ami, vero? Ahhh, non ti preoccupare, ci sono abituata, è bene saperlo così uno non si illude, lo apprezzo, davvero!"
lui: "ti amo", io "non è vero, menti, non sai di cosa stai parlando, ma non ti preoccupare, ci sono abituata, è bene saperlo così uno non si illude, lo apprezzo, davvero!"
- Dopo 3 mesi: lui: "non so ancora se ti amo, ma so che mi piaci un sacco", io: "se non mi ami, non mi amerai. Informami. Ti do un mese".
- Non critico. Mollo.
- Io, il carretto, non lo tiro. So' mica scema!
I risultati, come si vede, sono stati catastrofici.
Le LL sono in realtà bagagli che ci portitamo appresso dalle relazioni precedenti e che mandano a carte quarantotto quelle nuove. I matematici mi daranno ragione se dico che la stessa formula non va bene per due problemi differenti. Quindi, dall'alto della mia nulla matematicità, affermo che le lezioni imparate in una relazione non sono applicabili a quella successiva. I segnali, i sospiri, le frasi che hanno preannunciato la catastrofica fine della prima non devono per forza essere i corvacci anche della seconda e, in ogni caso, poter dire "lo sapevo" non è una grande consolazione. Inoltre, il non combattere perchè tanto si è imparato che non funzionerà, il rendere le armi prima della battaglia non è dimostrazione di saggezza, ma sono preludio di una tempesta di "e se avessi..." che non servirà proprio a niente.
Il report del mio erasmus comincia così: " The suitcases are to heavy both for my arms and for my heart…I don’t want to leave!" poi delle valige mi sono dimenticata e ho cominciato da zero.
Foglio bianco. Ecco le vere lezioni:
- non c'è lezione o consapevolezza che possa salvare dal dolore
- l'unico modo onorevole in cui perdere una battaglia è morire. Quindi che si combatta fino alla fine senza risparmio di munizioni e poi, come what may!
- Zero è il solo modo per cominciare a contare. La re-virgination della mente e del cuore DEVE essere possibile anche senza Matlock.
Io non riesco ad applicarne nemmeno una. Ma sto imparando.
(Queste sono le LL dell'ultima catastrofica relazione, ma non ditelo a nessuno!)
...continua...
E' indubbiamente inaccettabile, eppure bisogna ammettere la realta' e chiamare le cose con il loro nome. Sono una femmina statistica.
La femmina statistica e' quell'essere umano che esiste solo a causa dei giornali di moda, della sezione 'costume e societa', delle cronache rosa e, infine, delle comedie romantiche.
La femmina stastica ripiega sul cioccolato quando e' depressa, si ripromette di fare dieta/sport dopo le feste, non uscirebbe mai con uno perche' 'troppo bravo', si depila quando ha un nuovo fidanzato, si racconta frottole su quanto lo stronzo la ami e sfregerebbe con l'acido chiunque pesi mezzo grammo meno di lei. La femmina statistica arricchisce la Loreal "because you're worth it", è misura della grafica di qualsiasi prodotto e, se italiana, non si offende delle pubblicita' che la ritraggono o tettona mezza svestita o suorina che tutto quello che desidera e' pulire alla perfezione sotto l'orlo del cesso (anzi probabilmente le due cose insieme) del marito con la 24ore. La femmina statistica forgia anche i personagi di tutte le commedie romantiche. TUTTE. Ovviamente perche' i produttori sanno che chi va a vedere quei film sono solo le femmine statistiche.
La commedia romantica tipo ritrae una donna bella che e' o molto sicura di se stessa e fa un casino della sua vita ignorando il proprio lato 'femminile' (qui inteso come dolce, sensibile e fragile), o e' insicura e imbranata e non riesce fare nulla della sua vita sfortunata; la sorte di entrambe queste femmine cambia solo quando compare il principe azzurro, che legge dentro il loro cuore e si fa strada sotto la spessa corazza o dona finalmete dignita' e sicurezza a quelle vite disperate.
La vita di una femmina statistica e' inutile fino a che L'UOMO non compare a salvarla, a prendersi cura di lei.
Ed ecco la confessione personale: questi film MI piacciono. Quando esco dal cinema dopo un gustoso lieto fine vestito di bianco, mi sento meglio. Perche'? Perche' le commedie romantiche a lieto fine danno l'illusione che la storia d'amore che abbiamo sempre sognato da quando ci hanno raccontato la favola di cenentola possa davvero esistere. Che il principe azzurro e' anche per noi dietro l'angolo e stara' a sentire le nostre seghe mentali, asciughera' le nostre lacrime, ci rincorrera' mentre scappiamo sul treno, ci portera' la colazione a letto dopo la prima notte d'amore, comprendera' i nostri silenzi, ci portera' a cena, e a teatro, e al cinema, e fuori nei week-end e, soprattutto, amera' la nostra personalita' e ci metera' in contatto con essa mostrandoci la vera via e vita (ometto verita' per motivi religiosi) trasformandoci in quello che eravamo destinate ad essere dal nostro primo vagito: sposate.
Il film che ho visto stasera (27 dresses) mi ha particolarmente scioccato: la protagonista era me.
Ok, non faccio la damigella d'onore di professione e non sono innamorata del mio capo, ma come lei non sono capace a dire di NO e mi occupo della pellaccia degli altri come se fosse la mia, anzi, meglio. La frase clue e' stata: "tu ti prendi tanto cura degli altri, ma chi si prende cura di te?". Ecco TUTTI i fidanzati hanno usato questa frase con me, TUTTI. K e' stato il primo: "Little Marta (altri tempi...) takes care of everybody, but who's going to take care of little marta?". Little Marta ai tempi era davvero little, ma voleva fare quella grande e rispondeva orgogliosamente "Little marta will!", mentre in realta' sperava che K sarebbe stato quel principe salvifico.
Gli anni sono passati e, oltre a rendere i segni di una notte a ballare reggae su una barca ben visibili sulla mia faccia, mi hanno anche donato un po' piu' di esperienza e di confidence in me stessa. Ora SO che nessuno si prendera' cura di Marta (mai piu' little) se non Marta e che Marta e' quella meglio equipaggiata per prendersi cura di Marta.
Eppure...
Here I am. Uscita dal cinema con un sorriso ebete sulla faccia a pensare che, si, il principe may not be azzurro, ma e' sicuramente dietro l'angolo pronto ad accogliermi nelle sue calde braccia per dirmi che non mi devo preoccupare, che "everything is going to be ok", ora che lui e' con me.
Nonostante la pluriennale esperienza mi abbia insegnato che un fidanzato e', piuttosto, una preoccupazione in piu', mi sono fatta infinocchiare: RIMANGO UNA FEMMINA STATISTICA.
E ora? Come si fa?
...
Chi mi salva dall'essere una femmina statistica? :-p
Ok, just kidding ;-)
Qualche giorno fa ho letto sul blog della mia Lauretta, bimba adorata sta serenata etc etc, una citazione da un libro di Fabio Volo, in cui si spiegava come la storia delle due meta' fosse un'immonda minchiata e come per fare una coppia ci sia bisogno di essere in due, appunto 1+1=2. Io e la matematica siamo sempre state pessime amiche e per quanto io abbia sempre avvallato questo solido principio, ora mi trovo in disaccordo.
Quindi, caro Fabio, spiegami, se non lo fai "out of necessity" perche' mai dovresti sceglierti uno/a ed uno/a soli da metterti sul groppone tutta la vita, in scazzi, litigi, gravidanze, sindrome pre-mestruale, crisi di mezza eta', licenziamenti, menopause, mutui e chi piu' ne ha piu' ne metta? Dimmi Fabio, sii sincero, chi te lo fa fare?
Mi si dice che questo bostik infallibile (!?!) che tiene insieme gli 1+1 sia l'amore. Quel "+" e' un cuoricino rosa tra me e te che ci condannera' forever and ever all'ergastolo dell'amore. E io, caro Fabio, non ci credo.
Io, individuo completo che posso stare con te (ma anche no!), che so cavarmela da sola sempre e comunque, che non ho bisogno di nessun altro che non sia IO ME MEDESIMA, dovrei attaccarmi alla schiena un altro individuo che come me se la sa benissimo cavare da solo e, che io ci sia oppure no, gli cambia poco.
Bene Fabio, lascia che te lo dica, queste sono relazioni suicide. Al primo disaccordo, alla prima difficolta', alla prima gelida brezza che ti fa realizzare che questa relazione non sara' sempre facile, ma portera' prima o poi anche delle complicazioni, la persona sana e completa fa le valige, da' due baci sulle guance e s'invola. Fine del romance, titoli di coda.
L'amore e' volatile e volubile, come un gas: ti inebria, a volte ti intossica o ti soffoca, ma prima o poi, l'amore che fa tremare le ginocchia, si volatilizza. Nei migliori dei casi, lascia un caldo affetto; altre volte, invece, per la sua natura volubile, semplicemente cambia direzione, sceglie un nuovo destinatario.
E a quel punto fare 2-1=1 e' facilissimo. Basta una minchiata a caso scelta nel mazzo delle minchiate che facciamo tutti i giorni che l'equazione e' presto conclusa.
La storia delle meta' non mi convince nemmeno. Tanto per cominciare e' una teoria che non mi viene affatto conveniente e che a questo mondo esista qualcuno che possa incastrarsi con me come in un puzzle (altri tipi di incastri, sono assai piu' likely) mi sembra alquanto improbabile; inoltre l'idea che la mia felicita' possa dipendere dalla mia altra meta' e che questa altra meta' debba essere un uomo, mi manda in bestia e mi viene da andare in piazza a bruciare reggiseni urlando 'tremate tremate le streghe son tornate!". E poi, io, incompleta non mi ci sento...eppure...
EPPURE un compagno mi sarebbe utile. Mi verrebbe bene. Non per aggiustarmi la lavatrice o aprire il barattolo di conserva, ma per tutta una serie di attivita' ludiche e socialmente utili di cui non ho bisogno, ma di cui non mi dispiacerebbe nemmeno godere.
Ecco qui: quel "+" non e' fatto un bel cuoricino rosato, e' invece un sano senso utilitaristico. Ovviamente, piu' mi piace il compagno di giochi/vita/etc... piu' cresce il costo opportunita' del perderlo. E quindi si sta insieme. E quindi si superano le difficolta' secondo l'equazione "mi costa di piu' perdonargli la barba nel lavandino o stare senza di lui e barba nel lavandino?" finche' il bilancio sara' positivo si stara' insieme.
Il teorema dell'utilita' dello stare con qualcuno e' sostenuto dalla storia sociale europea. Quando la donna non lavorava, il costo opportunita' di perdere il marito era assai piu' alto e quindi i matrimoni duravano di piu'. Allo stesso modo quando il divorzio non era socialmente accettabile, il costo di lasciarsi aumentava esponenzialmente e quindi "Tesoro, non sto con te perche' ti amo, ho smesso long ago, ma mi vieni bene. Lasciarti sarebbe davvero troppa fatica e tutto sommato stiamo bene, di te mi fido, mi conosci, ti consco, etc, quindi, stiamo insieme per tutta la vita".
Il corollario al teorema e' che se si e' completi, se si e' 1+1=2 c'e' molto meno da perdere a lasciarsi, perche' tanto si ritrova sempre se stessi. Se invece a lasciarsi trovo solo la triste meta' di me, ci pensero' bene prima di farlo.
Da questo si avvince che le relazioni tra mezzi sono lunghe, tragiche e dolorose: 'lascio che tu me ne faccia di tutti i colori perche' e' sempre meglio che rimanere con la meta' di me!' Mentre quelle tre gli uni sono brevi e litigiose, sempre sull'orlo del burrone 'non ti va bene cosi'?? sai che c'e'?? io non ho bisogno di te!!'
E quindi? Quindi io per me, sceglierei quelle a 3/4 come i pinocchietti o le maniche delle camice alla moda. Essere a 3/4 e' vagamente fastidioso, ma di solito ci si fa l'abitune. I 3/4 si possono sempre tirare un po' per farci sentire quasi coperti. E poi non si fa fatica a fare spazio per una bella calza che copra il resto, o un bel braccialetto che adorni l'avambraccio nudo. Non se ne ha bisogno, ma ci sta bene. Ci fa sentire meglio.
Nel grande teorema dell'utilita' relazionale, i 3/4 mi sembrano l'equilibrio ottimale. Quello in cui tutti sono soddisfatti "che i maroni me li puoi anche fare girare, ma bada bene carino che la mia vita e' bella anche senza di te!", una blanda minaccia che ci fa restare in controllo senza dover accettare proprio tutto. So che mi perdonerai un po', ma non tutto, e visto che ti ritengo un valore aggiunto alla mia vita, staro' un po' attenta.
1 completo e finito restera' sempre 1, comunque lo accoppi, sara' solo nella sua completezza. 0.75 invece, si amalgamera' all'altro gentilmente, senza esserne annullato: acquisira' un modo di dire, un tic, un movimento, un interesse...quel pizzico di sale e quella buccia di limone grattuggiata che fanno la differenza in una buona torta.
E poi...a dividere 2 in 1 e 1 e' facile, con uno e mezzo, quasi ci vuole la calcolatrice!
;-)
e invece ne devo parlare.
Dell'utilita' sociale di San Valentino e del perche' e' una festa da celebrare il piu' degnamente possibile
Ho sempre vissuto nella convinzione che anche nei dogmi piu' odiosi ci fosse una ragione sociale. Gli esempi sono molteplici anche se spesso questi dogmi e tradizioni non sono stati in grado di stare al passo con i tempi diventando obsoleti e, in ultimo, solo odiosi e per niente utili.
Facciamo il caso della regola di non fare sesso prima del matrimonio. In tempi in cui il preservativo non esisteva e la sifilide era ben viva e vegeta, era una buona regola sociale. Non potendo le madri lavorare, era un buon modo di evitare ulteriore poverta', miseria e mortalita' infantile. Oggi, con l'uso del preservativo e un buon sistema di assistenza sociale, la regola ha meno senso sociale (non parlo di personale, che li', ognuno la vede come vuole). L'unica ragione sociale che ci vedrei ai giorni nostri sarebbe quella di tutelare gli impotenti, imbranati, non dotati, impuzzati, insomma, a tutti quelli sexually totally unattractive (assolutamente inscopabili!) che si potrebbero cosi' sposare piu' facilmente. Insomma, ti sposi osservando la regola della purezza e la prima notte di nozze scopri che puf, non funziona. La figata della regola e' che tu essendo vergine ti potresti anche fare convincere che e' normale e quindi, vissero per sempre casti e contenti.
San Valentino, al contrario, rimane UTILISSIMO!
In un mondo in cui essere single puo' essere tutto sommato piacevole, abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che essere single non e' socialmente accettabile. Altro dogma questo ha molti validi motivi, soprattutto dal lato maschile. Al di la' della prolierazione della specie, spiegazione che non regge che questo pianeta lo calpestaimo gia' in troppi, ci sono altri benefici portati alla societa' dagli innamorati: sono felici, sorridenti, rilassati, concentrano il loro rancore su una persona sola, consumano meno alchool, meno droghe, hanno la pelle piu' bella, inquinano meno andando ovunque in due, risparmiano facendo crescere l'economia e investono in cose solide e durature. Gli scoppiati, invece, hanno l'umore che va sulle montagne russe, sono incazzati (se uomini), sono perennemente alla ricerca di un buco (se uomini) rendendo la controparte cinica, acida, scorbutica e con la sindrome pre-mestruale a 20 giorni dalle mestruazioni. Inoltre, spendono e spandono in cose inutili (se donne), mangiano schifezze "che fanno bene all'umore" (se donne) con gravi costi per la sanita' nazionale, si ubriacano, fanno uso di stupefacenti, porno, estetista e parrucchiera in proporzioni totalmente fuori dalla norma creando gravi squilibri nel mercato e potrei ancora andare avanti.
Quindi, essere single e' socialmente inacettabile, ma per fortuna.....tadaaaann!! C'e' San Valentino (SV)!
La festa e' strategicamente posta alla fine dell'inverno quando non se ne puo' proprio piu' di nulla. Il grigiore, la pioggia, il freddo, la nebbia, il buio etc ci hanno sfiniti. Abbiamo fatto feste, ci siamo ubriacati, abbiamo mangiato come dei maiali, ci siamo auto-regalati un sacco di cose, ma siamo sfiniti. Ed ecco che arriva SV insieme al primo sole! La citta' fiorisce di cuori, pupazzi, rose, musiche lente e dolcerrime ed ecco che li vedi OVUNQUE abbracciati, bacianti, ammiccanti, per mano, in groppa...non c'e' scampo! E in questo stato, invece che dare la colpa al freddo, alla nebbia etc etc, il single statistico si convince che la tristezza che sente inside e' che gli manca quel qualcuno a cui dire che SV e' una festa stupida, commerciale e intanto andare a comprare una rosa. E questo e' ottimo!! Perche' shortly after SV arriva la primavera! Ormoni a mille, maglioni che si levano, etc etc e quindi cosa c'e' di meglio che avere un branco di scoppiati che hanno deciso che la loro tristezza dipende, appunto, dall'essere single? La primavera e gli ormoni fanno il resto, garantendo alla societa' una nuova infornata di coppie fresche fresche, sobrie e senza rughe.
E' cosi' fu che anche SV ha diritto di esistere!
;-)